Riprendendo un'iniziativa di quest'estate, l'organo della Lega Nord La Padania e andato in edicola oggi con una doppia prima pagina: in ultima di copertina c'è la prima pagina tradotta in lingua friulana.
Domani, venerdì 23 ottobre, ospite di Lingue & Dialetti su Radio Padania sarà il professor Sergio Gilardino, insigne linguista e studioso delle lingue minoritarie piemontesi. Dopo aver lasciato la cattedra di lingue e letterature europee nella più antica università del Canada, la McGill di Montreal, il professor Gilardino è tornato in Piemonte e ha iniziato a dedicarsi allo studio delle tre lingue di minoranza parlate in Piemonte: il walser, il provenzale e il piemontese.
Nella trasmissione in diretta da Coumboscuro, Gilardino porterà la sua testimonianza altamente qualificata e scientifica in merito a queste tre lingue, non trascurando di offrirci il suo punto di vista in merito al dibattito generale legato alle lingue locali, regionali o minoritarie.
In seguito, su questo blog sarà disponibile il podcast della trasmissione.
Per ascoltare Radio Padania trovate qui una mappa delle frequenze:
http://www.radio-padania.com/rpl/Articoli.asp?category_id=53&articolo_id=87&
Rpl è ascoltabile anche tramite i ricevitori satellitari, Sky oppure liberi, tra le emittenti radiofoniche.
A domani.
Come inizio non c'è davvero male. Parlare di Milano avendo il coraggio di chiamarla pure con il suo vero nome: Milàn (l'accento sulla a l'ho messo io solo per non ingenerare facili confusioni) . Anzi, meglio, "El nost Milan". "La nostra Milano" è infatti l'intestazione di un opuscolo di otto pagine in carta riciclata che il sindaco Letizia Moratti sta inviando alle famiglie per illustrare i primi tre anni della sua amministrazione, Particolarità importante, il fascicolo reca stampato il titolo in tre lingue: italiano, milanese e inglese.
Come inizio, dicevo, è davvero un bell'inizio: è Il pubblico e ufficiale riconoscimento, da parte del primo cittadino, del fatto che la città abbia una lingua tutta sua alla quale viene data la stessa dignità di quella di Stato e dell'inglese.
L'auspicio è che, pian piano, la consapevolezza cresca. E che, prossimamente, l'amministrazione comunale possa decidere anche di non limitarsi all'intestazione. E possa scegliere anche - valenti cultori del milanese scritto non mancano di certo - di rendere del tutto bi-trilingue anche il contenuto delle proprie pubblicazioni e non più soltanto il titolo. (gmp)
Ieri, 20 ottobre, Lingue & Dialetti radiofonica si è occupata dei matrimoni in lingua locale. A Como, l'assessore all'ambiente Diego Peverelli ne ha già celebrati due, balzati agli onori delle cronache. E il deputato bergamasco Pierguido Vanalli ha presentato una proposta di legge per riconoscerli e renderli possibili a tutti gli effetti. Peverelli e Vanalli sono stati ospiti di questa puntata che potete scaricare o ascoltare qui:
http://www.divshare.com/download/8981730-699
Buon ascolto!
gioann
Potete trovarla qui:
http://www.divshare.com/download/8968216-84e
Buon ascolto!
gioann
Grande stampa, nel suo complesso, schizofrenica. Mentre ancora risuonano gli echi delle bordate sparate contro le lingue locali da Repubblica (attraverso il magazine Il Venerdì con l'allucinato numero di oltre due settimane fa) e de La Stampa (con l'inserto Tuttolibri contenente i sublimi scritti in libertà del prof. Gianluigi Beccaria), capita anche di leggere qualcosa in senso inverso.
E' il caso dell'articolo "Viva i dialetti, babele di identità" uscito sul Corrierone in occasione della presentazione della rassegna "Volgar'Eloquio", curata dalla Regione Lombardia - Assessorato alle Culture e Identità, con la direzione artistica di Franco Brevini. "Il dialetto è vivo, viva il dialetto! Anche in una città come Milano, dove ormai quasi nessuno lo parla, ma che ha risposto con 8.000 presenze alla passata edizione di «Volgar’Eloquio »", attacca il pezzo firmato da Claudia Cannella. Poco dopo, Brevini commenta: "Un grande successo che sta a indicare un bisogno perché molte persone che parlano italiano hanno in realtà conservato nel proprio Dna un rapporto con il dialetto e le sue tradizioni. Non dimentichiamo che, al momento dell'Unità, poco più dell'1 per cento della popolazione decise come avrebbe dovuto parlare il restante 99 per cento".
Tutto perfetto, finalmente, compresa la testimonianza in merito ad uno Stato, come l'Italia, che "uno di lingua" non è mai stato e non sarà mai malgrado le dittatoriali imposizioni.
Un solo dubbio, che è più che un dubbio: non sarà che tanta benevolenza verso "il dialetto" sia dovuta al fatto che, tutto sommato, si tratta "solo" di un grande evento artistico, peraltro organizzato con criteri assolutamente al di sopra di ogni parte, dai massimi livelli regionali e da un'istituzione della cultura ufficiale come il Piccolo Teatro di MIlano?
Insomma, tanta disposizione dèanimo positiva verso il "dialetto" così inteso, resterebbe tale di fronte ad eventuali altre iniziative atte ad incidere profondamente nella società come quelle richieste più volte avanzate in merito alla salvaguardia elle lingue locali (lo so, sembra un disco rotto ma il concetto va ribadito) dal Consiglio d'Europa, dal Parlamento europeo e dall'Unesco? (gmp)
qui il link diretto all'articolo del Corriere della Sera
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cinema_e_teatro/09_ottobre_14/rassegna-volgar-eloquio-mazzarella-svampa-1601877072549.shtml
tratto da www.romagnaoggi.it
DOVADOLA - E' comparso il doppio nome, in italiano e in dialetto, nel cartello che annuncia l'ingresso a Dovadola, lungo la statale della val Montone. Il nome in due lingue è comparso da alcuni giorni ed è consequenziale ad un voto del Consiglio comunale, la cui maggioranza di centro-destra ha dato il via libera su proposta della Lega Nord. Ed ora chi entra a Dovadola viene accolto dal classico cartello di inizio paese "Dovadola" accompagnato da "Dvedla".
Il secondo nome è su sfondo marrone, vale a dire un cartello ufficialmente di indicazioni turistiche. D'altra parte è quanto permette di fare il codice della strada, altrimenti non sarebbe stato possibile. All'installazione dell'insegna esulta la maggioranza di centro-destra, mentre è critica la minoranza di centro-sinistra, che ricorda che Dovadola non è l'Alto Adige, dove vige il bilinguismo.
Complimenti all'amministrazione comunale di Dovadola per l'iniziativa. Che andrebbe imitata da tutte le altre amministrazioni comunali, di qualunque colore e maggioranza politica. E se qualcuno ha suggerito che questo non va fatto perché "Dovadola non è l'Alto Adige, dove vige il bilinguismo", l'unica risposta possibile è un sonoro PURTROPPO.
Perché non c'è nulla da vantarsi nel fatto che, in un territorio in cui si parla anche una lingua diversa da quella di Stato, non sia in vigore quel principio di civiltà ribadito più volte dal Consiglio d'Europa, dal Parlamento europeo e - l'ultima volta è di pochi giorni fa - dall'Unesco. Ma la minoranza del comune di Dovadola scherza o fa sul serio, nell'utilizzare (pseudo)argomenti di questo genere? (gmp)
(Ln - Milano) Torna Volgar'Eloquio, il festival dedicato alla cultura del dialetto, attraverso musica, teatro e poesia.
La seconda edizione è stata presentata oggi in Regione, dall'assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, dal direttore del Piccolo Teatro, Sergio Escobar, e dal curatore del festival, Franco Brevini. La kermesse trasformerà per tre giorni Milano in un grande palcoscenico per un viaggio nelle radici della cultura popolare, attraverso 22 appuntamenti nei luoghi simbolo della cultura meneghina: dal Piccolo Teatro Strehler al Circolo Filologico, da Palazzo Clerici al Teatro Dal Verme e a Piazza dei Mercanti in compagnia di grandi artisti.
"Il grande successo della scorsa edizione, suffragato da un notevole riscontro di pubblico e critica - ha ricordato Massimo Zanello - ci ha fatto capire quanto fosse gradito e apprezzato il tema delle lingue popolari; abbiamo quindi voluto ripetere l'iniziativa, senza aspettare la scadenza naturale di un anno, chiamando a raccolta nuove espressioni linguistiche e dialettali. Così dopo le 'esperienze' provenienti da Veneto e Campania, nel cartellone sono stati inseriti anche artisti provenienti da Emilia Romagna e Puglia".
Da giovedì 15 a domenica 18 ottobre il pubblico sarà coinvolto nelle performance di artisti d'eccezione: Piero Mazzarella, Anna Nogara, Laura Marinoni, Alessio Boni, Antonella Ruggiero, Nanni Svampa, Stefano de Luca, Ivano Marescotti, Achille Platto, Marco Balbi e Daniele Cortesi. Ideato da Massimo Zanello, con la collaborazione di Franco Brevini, docente universitario, esperto di tradizioni dialettali, e realizzato dal Piccolo Teatro di Milano, Volgar'Eloquio è stato pensato con l'obiettivo di celebrare l'identità, le radici e la tradizione attraverso la musica, il teatro e la poesia. Un'occasione unica per riscoprire i valori della tradizione e delle parlate popolari.
"La gente - ha concluso Massimo Zanello - sente il bisogno di riscoprire il rapporto stretto con la propria terra e con la lingua locale; l'identità, le radici e il dialetto sono valori sempre più condivisi e attuali; Volgar'Eloquio nasce proprio per questo". Tutti gli eventi sono ad ingresso libero; per alcuni è richiesta la prenotazione. Per informazioni consultare il sito www.volgareloquio.it.