Blog sperimentale sulle Lingue regionali, locali e/o minoritarie.
Spazio antagonista allo sradicamento e alla globalizzazione culturale.
Per segnalazioni di eventi o altro, scrivete a lingue.dialetti@libero.it
Chi sono
Mi chiamo Gioann March Pòlli, (Giovanni Marco Polli all'anagrafe italiana). Sono giornalista e animatore culturale. Conduco in prima persona, sia con la professione che con il mio impegno volontaristico, una battaglia a favore delle lingue regionali e minoritarie. Insomma, perché vengano riconosicuti i diritti di ogni popolo del mondo a poterle parlare, insegnare, trasmettere in ogni ambito sociale, politico e civile, indipendentemente dallo Stato di appartenenza e dal suo tasso di "democrazia" interna.
In particolare, lavoro perché sia preservata, insegnata, diffusa e rilanciata anche e soprattutto nelle scuole la Lingua piemontese, con tutti i suoi dialetti e varianti locali.
Il Piemonte è infatti mia terra di origine e "patria cita" (quella "granda" è il mondo intero, e non ne riconosco altre).
Sono in onda due volte alla settimana, il martedì dalle ore 14,20 alle 15.00 e il venerdì dalle ore 14,00 alle 15.00 sulle frequenze di Radio Padania Libera. Ma la mia trasmissione, che si intitola proprio "Lingue e dialetti", benché in onda su un'emittente vicina a un partito politico si rivolge a chiunque, indipendentemente dall'opinione o dall'appartenenza politica. La salvaguardia delle culture umane è fondamentale nella battaglia contro l'appiattimento, l'omologazione e la globalizzazione ed è a beneficio di tutti, a prescindere da qualunque steccato ideologico, culturale, etnico o geografico.
Pochi giorni fa Franco Battiato, musicista e artista poliedrico che qui ricordiamo in particolare per averci regalato autentiche struggenti perle in lingua siciliana come Stranizza d'Amuri, Veni l'Autunnu e quel grandissimo e purtroppo poco conosciuto capolavoro che è Aria di Sicilia con la compianta Giuni Russo, ha partecipato alla premiazione del suo grande amico e collaboratore dell'epoca d'oro commerciale, Giusto Pio. Per la cronaca, il violinista e compositore 84enne di Castelfranco Veneto ha ricevuto il premio "Primo art" per la sua carriera, ed ha tirato fuori dal cassetto un brano, Sua Maestà il Pelmo, dedicato al celebre monte delle Dolomiti già celebrato in lingua veneta da Bepi De Marzi con i suoi Crodaioli.
Tornando a Battiato, narrano nel cronache che si sia riferito in questa occasione alla questione delle lingue locali. Con una magistrale definizione da par suo: "Gli odori semantici sono nel gene di una persona. Così come il dialetto". Peccato però per quella brutta chiusa, che rovina un po' tutto l'incanto: "Ma non avrebbe senso insegnarlo". Già, è un vero peccato. (gmp)