Qui potete scaricare o ascoltare la trasmissione Lingue & Dialetti di Radio Padania Libera di oggi, 31 luglio 2009, con ospite Marco Lupi, presidente del Consiglio comunale di Sanremo a proposito della proposta di una sezione apposita del Festival della canzone dedicata alle lingue regionali. Buon ascolto.
Qui potete scaricare (o ascoltare direttamente) la trasmissione "Lingue & Dialetti" del 21 luglio 2009
http://www.divshare.com/download/8044543-1d8
buon ascolto.
Sanremo lì, 30/06/2009
COMUNICATO STAMPA
Una modifica della convenzione Rai – Comune di Sanremo, al fine di inserie, tra le serate del Festival della Canzone Italiana, una serata interamente dedicata alla categoria:
“Lingue Municipali”.
In tale occasione, i cantanti, provenienti dalle 20 Regioni Italiane e selezionati dalle varie case discografiche, si dovranno esibire davanti al vasto pubblico televisivo del Festival di Sanremo, con canzoni nuove, eseguite in lingua regionale. Al vincitore della gara, sarà assegnato un premio specifico denominato:
“Premio Festival della Canzone Italiana categoria Lingue Municipali”.
Questa iniziativa, presentata dalla Presidenza del consiglio comunale, non vuole essere contro qualcosa ma a favore della valorizzazione della cultura, della storia e delle tradizioni che ogni singola Regione Italiana ha il dovere di mantenere, promuovere e non disperdere anche attraverso l’uso delle varie lingue dei nostri Popoli.
Sono convinto che, se tale proposta sarà approvata dal consiglio comunale di Sanremo, al quale spetta per competenza la variazione della convenzione, si darà un ulteriore elemento di valorizzazione ad un avvenimento, nazional popolare, di grande risonanza come lo è, da sempre, il Festival di Sanremo.
Renderemo altresì un omaggio ai 20 territori del nostro Paese, caratterizzando questa serata del Festival, come un grande momento di riflessione culturale e di riscoperta, sia delle radici storiche che dell’identità dei nostri Popoli, le quali, inevitabilmente, passano anche attraverso la lingua parlata e cantata sui vari territori regionali.
Sono convinto infine che sarà un elemento di novità che potrà solo migliorare la rassegna canora che da 60 anni intrattiene e appassiona tutti gli Italiani.
Il Presidente, Lupi Marco
Per ora un solo breve - e scontato - commento: sarebbe ora, sottoscritto in pieno, in bocca al lupo. (gmp)
da "La Stampa"
"Ha cominciato il concerto salutando i 33mila fans accorsi allo stadio Olimpico in perfetto anglo-piemontese: «Mi i sun cuntent d’ese ambelesi con vojautri». Springsteen ha aperto così, in un dialetto improbabile, il suo concerto torinese, in uno stadio Olimpico gremito (i biglietti erano sold-out ormai da settimane) che hanno accolto con una vera ovazione la classica «Hungry Heart» con cui ha esordito". (...)
Bravissimo e grazie davvero al grande artista statunitense. Facessero tutti così, anche gli "italiani"... Ma poi perché il giornalista della "Busiarda" ha scritto "dialetto improbabile"? Di improbabile c'è soltanto la grafia con la quale ha trascritto la frase. (gmp)
Qui sotto, il video. Il saluto in piemontese è a 1'06''. Grazie anche a chi, qui sotto nei commenti, ha corretto l'informazione della "Busiarda" circa il brano di apertura...
(ANSA) - MILANO, 13 LUG - Basta con attori che parlano solo in romanesco: e' la provocazione lanciata dal vice ministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli. ''Che sia un bergamasco, che sia un altoatesino o un tedesco - spiega a margine della cerimonia d'inaugurazione del polo della cinematografia lombarda -, comunque parlano tutti in romanesco. E' una cosa insopportabile. Da' fastidio, non tanto per una questione localistica o campanilistica, ma e' chiaro che il linguaggio e' parte essenziale dei personaggi''.
Apriti cielo. Non l'avesse mai detto, anatema e scongiuro dai salotti chic e dal culturame assortito. Eppure è verità, e di quelle pesanti: le caratterizzazioni locali del linguaggio sono sempre a senso unico. Sacrosanto che Montalbano e i suoi colleghi di fiction parlino con forte accento e spesso terminologia siciliani. Si vogliono fare "I Cesaroni"? Doveroso l'accento romanesco, ci mancherebbe altro. Ma che il Don Bosco o il Papa Giovanni parlino altrettanto "italiano standard" che standard non è perché comunque inficiato dallo stesso accento dei Cesaroni è un assurdo che solo il patetico centralismo culturale italico può spiegare. Ancora. E' di qualche mese fa il caso (di cui abbiamo parlato anche qui) della fiction televisiva su temi camorristici in cui - con rabbia sacrosanta di molti napoletani - si parlava in un vernacolo del tutto inventato a metà strada tra il campano e il siciliano. Ma - invenzioni a parte - anch lì sarebbe sembrato davvero assurdo che gli attori parlassero con l'accento della Litizzetto, peraltro caricaturale come lo era quello di Macario. Ricordiamo invece il caso della soap opera Vivere, ambientata (si fa per dire) a Como. Con quale accento pensate parlassero i protagonisti? Non certo con quello lariano. Ecco perché è ora davvero di dire, insieme al viceministro Castelli, un sacrosanto BASTA alle caratterizzazioni del linguaggio soltanto da Firenze in giù, e per fortuna che almeno Benigni e Pieraccioni non parlano anche loro come Alberto Sordi.
Punto secondo. ho volutamente postato oggi, 14 di luglio, giorno in cui sarebbe stato proclamato un sedicente sciopero dai sedicenti "blogger" contro il provvedimento che impone al titolare di un blog il controllo e la rettifica di quanto scritto in lesione dei diritti altrui. Sono anch'io - è logico - per la libertà di parola, la più ampia possibile per tutti. Non solo: sono anche, e da sempre, per l'abolizione degli odiosi "reati di opinione" di marca fascista ancora vigenti nell'ordinamento italiano, a partire dalla legge Mancino che a tanti abusi si presta e si può prestare.
Ma sono anche a favore della responsabilità personale delle azioni dell'individuo. Chi sostiene (come gli "scioperanti") che obbligare chi commette un reato a mezzo internet a rimediare all'eventuale offesa o reato commesso sia un attacco alla libertà di parola, non ama la libertà di parola bensì la libertà, propria dei prepotenti e dei furbi, di lanciare il sasso e nascondere la mano.
Molto spesso, e questo è un bene, a scrivere in rete capita di raggiungere molte più persone che con la carta stampata. La penna (e la tastiera del computer, suo corrispettivo contemporaneo) può ferire più di un arma, diceva qualcuno. Sacrosanto, quindi, che chi quest'arma la maneggia, sia invitato a prendersene tutte le responsabilità. (gmp)
articolo tratto da http://parcodeinebrodi.blogspot.com
MIRTO (Me), 09/07/2009 - Nel Salone delle Capriate di Palazzo Cupane, a Mirto, domenica 5 luglio, si è svolto il Primo Convegno Nazionale sulla “Lingua Siciliana” indetto dall’Archeoclub d’Italia “Nebrodi” di Mirto (ME).
Alla manifestazione culturale, accuratamente organizzata dal preside, prof. Angelo Santaromita Villa e dal prof. Giusepe Li Voti, studiosi della lingua siciliana e della cultura e tradizioni isolane, erano presenti in sala le Autorità locali e numerose persone, provenienti dai Comuni limitrofi del territorio nebroideo. I lavori del Convegno sul tema “Lingua Siciliana” sono stati coordinati dall’ arch. Antonello Pettignano (Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Messina)..
Nella introduzione, il presidente dell’Archeoclub d’Italia “Nebrodi” di Mirto, il dott. Giuseppe Lanuto, dopo aver rivolto un cordiale saluto a tutti i presenti, offrendo loro idealmente un ramoscello di mirto, simbolo presso gli antichi di poesia, serenità e soprattutto di pace, ha spiegato le ragioni per le quali si è scelto Mirto come sede dell’attuale incontro.
Approfonditi sono stati gli argomenti, oggetto del meeting di studio sulla Lingua Siciliana. Le tematiche trattate sono state le seguenti:
- “Lingua, dialetto, vernacolo, parlata” - prof. Giuseppe Li Voti ;
- “Il Siciliano: una lingua nelle nostre…mani” - prof. Angelo Santaromita Villa, già preside dell’I.T.C.G. Merendino di Capo d’Orlando –;
- “Il Siciliano all’estero” - prof. Vincenzo Ettari, preside dell’I.P.S.A. di Capo d’Orlando;
- “Lingua e Letteratura in Sicilia” - prof.ssa Lucrezia Lorenzini dell’Università di Messina.
La manifestazione è stata allietata dagli intermezzi musicali eseguiti dalla compagnia “Antichi Suoni” di Alcara Li Fusi, diretta dal M° Sacconi.
Il dibattito, nel corso del quale sono state affrontate alcune trasformazioni subite dalla lingua siciliana durante il corso dei secoli, è stato proficuo.
Nel corso dell’incontro sono stati consegnati n° tre Attestati di Benemerenza a:
- Atelier Codraro 1923 di Milazzo (ME);
- Grafomatica di Torregrotta (ME);
- Osteria delle Palme di Naso (ME), “per aver preferito l’uso della lingua siciliana nella pubblicità della propria attività commerciale”.
A conclusione dell’incontro, vivacizzato peraltro da un copioso buffet, è stata espressa la proposta, da portare avanti nelle sedi competenti, di inserire lo studio della lingua siciliana in tutte le scuole di ogni ordine e grado della regione Sicilia.
Roberto Rifici
Lo potete trovare qui:
http://www.abystron.org/expo/associazione/speciali/dizionario.aspx?id=2218&s=q