Proseguono gli appuntamenti del Corso di lingua piemontese nelle varianti del Verbano Cusio Ossola, organizzato dalla Compagnìa dij Pastor - Omègna con la Ca dë Studi Piemontèis. Di seguito, i prossimi appuntamenti.
Venerdì 3 APRILE 2009 ore 17.00 - 19.00
IJ TRAFORÈT, L’EPOPEA DEI MINATORI DEL SEMPIONE
Presso la Torre medievale di Varzo
Relatore: Valerio Sartore
Venerdì 17 APRILE 2009 ore 17.00 - 19.00
IJ SCOFOJ E OL PATON, IL COSTUME TRADIZIONALE DELLA VALLE ANZASCA, CON UN'OCCHIATA ALLA TORRE MEDIEVALE DI BATTIGIA E SCOPERTA "DIJ TORT D'LA SENIVA"
Vanzone, valle Anzasca
Relatore: Antonella Spanò
Venerdì 24 APRILE 2009 ore 17.00 - 19.00
OL PASTOR GELINDO... OGGI ANCORA TRA NOI
Presso la chiesa parrocchiale di S.Ambrogio, Seppiana, Valle Antrona
Relatori: compagnia dialettale locale
Venerdì 8 MAGGIO 2009 ore 17.00 - 19.00
BARBA TONI BODRIE. FRANCH SIVALIE' D'ALPADA
Relatore: Albina Malerba
Presso ristorante “Ol Patachin", Domodossola, piazza Fontana
seguirà, per chi lo desiderasse, una cena a base di piatti tradizionali e... lieti eventi!
Ulteriori informazioni, http://compagniadijpastor.ilcannocchiale.it/
In famiglia quasi 800 mila persone non usano l’italiano
Dal 2000 cresce del 4% chi con estranei usa sia italiano che dialetto
pari a più di un milione di lombardi
Milano, 17 marzo 2009. In Lombardia quasi uno su dieci non parla abitualmente italiano in famiglia ma dialetto: si tratta di quasi 800 mila persone. Più di uno su cinque usa invece sia italiano che dialetto con gli amici e in casa, rispettivamente il 25% e il 26,6%. E mentre rispetto al 2000 si registra in generale una lieve flessione nell’uso del dialetto, sono sempre di più quelli che parlano sia italiano che dialetto con gli estranei (+4%), pari a oltre un milione di lombardi. Rispetto alla media nazionale in Lombardia è comunque sempre più alta la percentuale di chi parla solo o prevalentemente italiano, sia con gli estranei (83,5% contro il 72,8% nazionale) che con gli amici (62,7% contro il 48,9%), che in famiglia (57,6% contro il 45,5%). Emerge da una stima della Camera di commercio di Milano su dati Istat a gennaio 2008 e sui rapporti Istat “La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere”, anni 2006-2000.
IInteressante, oltre al dato (peraltro già abbastanza noto proprio perché se ne sono occupati anche i rapporti Istat citati), il fatto stesso che la Camera di Commercio abbia sentito l'interesse nel divulgarlo attraverso una propria nota ufficiale. Lingua locale sempre più legata alla prospettiva economica... (gmp)
La settimana scorsa la Polonia è diventata il 24esimo stato membro dell'Unione a ratificare il European Charter for Regional or Minority Languages. Le lingue che ha riconosciuto sono:
Kashub (come lingua regionale), Belorusso, Ceco, Ebraico, Yiddish, Lithuano, Tedesco, Armeno, Russo, Slovacco e Ucraino (come lingue minoritarie nazionali), Karaim, Lemko, Romani e Tatar (come lingue di minoranze etniche). Le lingue non-territotiali sono l'Ebraico, il Yiddish, il Karaim, l'Armeno e il Romani. March Tambürel
L'Italia, come è noto, ha siglato la Carta nel luglio 2000 ma non l'ha ancora ratificata. E meno male, viene proprio da aggiungere. Perché ci è andata vicino a falro con una legge di ratifica - passata alla Camera ma non al Senato nella XIV legislatura - in cui "consegnava" a Strasburgo la stessa lista delle lingue riconosciute presente nell'articolo 2 della famigerata Legge 482/99. Una norma che pomposamente si intitola Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, ma che più realisticamente è da ribattezzare "Norme in materia di DISCRIMINAZIONE delle delle minoranze linguistiche storiche".
Il perché è stra-noto: questa legge riconosce soltanto 12 delle almeno 35 lingue (tante ne ha censite l'Unesco nel recentissimo "Atlante delle lingue in pericolo") parlate nel territorio dello Stato italiano. Tutte le altre, per l'Italia, semplicemente non esistono. Al legislatore ora il compito - quando riterrà arrivato il momento... - di ratificare la Carta, ma tenendo questa volta conto almeno dei "suggerimenti" dell'organismo culturale delle Nazioni unite. E scusate se è poco. Per il momento, la Polonia si conferma Stato più molto più attento ai diritti delle sue minoranze di quanto lo sia l'Italia. Ma non c'è proprio da stupirsene. (gmp)
PARMA – 21 appuntamenti per rilanciare la territorialità. E' la soluzione promossa dal comune di Parma per promuovere la dimensione artistica del dialetto parmigiano e il fascino della cultura popolare. L'evento, organizzato in collaborazione tra l'Assessorato alla Cultura e al Decentramento, l'Agenzia dell'Associazionismo e la Consulta Dialettale Parmigiana, si avvale della direzione artistica di Franco Ferrari, personaggio carismatico e noto nel settore. Gli spettacoli, completamente gratuiti, inizieranno alle ore 21 e si terranno fino al 13 Giugno; il delegato del sindaco Sandroni, tiene a precisare che la pluralità delle proposte, dalle commedie ai canti corali rigorosamente in dialetto, saranno capaci di soddisfare la totalità del pubblico e non saranno messe in atto solo nelle location più importanti, ma si darà spazio anche alle realtà locali come chiese e circoli ricreativi. La stagione dialettale si offre di nuovo come un'importante appuntamento per la rivalutazione del territorio, di grande importanza e di forte coinvolgimento.