tratto da http://www3.varesenews.it fa sapere il sindaco Alessandro Vedani.
Lo"Dopo qualche resistenza ce l'abbiamo fatta"
Annullo filatelico in dialetto per i mondiali di ciclismo.
Buguggiate - «Per la prima volta nella storia delle Poste italiane è stato autorizzato l’annullo filatelico con la scritta "Bügügià"». L'annuncio arriva da Alessandro Vedani, sindaco di Buguggiate. L'annullo, spiega Vedani, «è stato fatto per sottolineare l'importanze della lingua locale e sarà posto come timbro delle lettere spedite giovedì 25 settembre da parte di un ufficio postale allestito sul percorso della gara in occasione del passaggio della corsa a cronometro». «Così - ammette Vedani - dopo qualche resistenza, il timbro è stato autorizzato dall’ente Poste italiane». Un’altra iniziativa preparata dall’Amministrazione Buguggiatese è la stampa di una felpa commemorativa dell’evento anch’essa in lingua locale. Curata graficamente dallo studio camaleon verrà stampata in un numero limitato di 100 pezzi.
Tratto da http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-09-08/07.spm
Dialetto milanese in crisi
Buondì Severgnini, leggo con un'amarezza ormai consueta una lettera che fotografa lo stato "traballante" della situazione del dialetto milanese; non è un caso ahimè che sia incluso nella lista degli "endangered languages". E' vero però, nel milanese urbanizzato è pressochè impossibile sentire tra giovani quei suoni che ne erano caratteristici fino a una quarantina d'anni fa. La morte del milanese è figlia di due fattori fondamentali, in primis la grande ondata migratoria dei 60s (più facile trovare giovani figli di immigrati di terza generazione che discorrono prefettamente nel loro vernacolo calabrese, di fatto questi ragazzi sono italofoni ma hanno mantenuto la lingua di origine anche lontano dalla terra di origine) e secondariamente la "crociata scolastica" che a partire dagli anni 70 ha demonizzato quella lingua che molti di noi sentivano parlare in casa (vuoi perchè sciaguratamente intesa come sinonimo di ignoranza, vuoi perchè gli insegnanti stessi, immigrati, non erano in grado di comprenderla). Si tratta allora di una china inevitabile? Probabilmente sì, però non è nemmeno giusto arrendersi e lasciar cadere nell'oblio un’espressione di cultura e tradizione come il milanese (anzi più precisamente dovremmo chiamarlo variante milanese del lombardo occidentale). Gli stessi, pochi, operatori editoriali che del milanese si sono occupati, al di là di opere monumentali (quali i vari dizionari e le grammatiche del circolo filologico milanese) hanno troppo spesso (direi sempre...) ecceduto nell'autoreferenzialità...nel senso che produrre un periodico con autori tutti over 60, che più che parlare dei bei tempi antichi, con poesie sui bei tempi antichi e una sfilza di necrologi e celebrazioni di personalità di quei bei tempi finisce per ammazzare lo spirito di un giovane che si volesse avvicinare. Uno dei pochi fogli (in rete) che si sono sforzati di parlare di attualità in milanese è "El Dragh Bloeu" (www.eldraghbloeu.com), sforzo meritevole a mio parere.
bargniff@gmail.com , Fernando Benini
Giustissime e sacrosante considerazioni. Solo una precisazione: fino a qualche anno fa esisteva un periodico in lingua milanese intitolato "El Milanes" (il link è qui a fianco, nella colonna - appunto - dei link) in cui si parlava anche e soprattutto (dirò di più: quasi esclusivamente) di cose moderne. Anche con appunti di astrofisica e interviste a personaggi come Enrico Ruggeri. Il tutto esclusivamente in milanese. Se però non è riuscito ad andare avanti nella pubblicazione, la colpa è soprattutto dei milanesi... (gmp)
Rieccomi, dopo una doverosa pausa di riflessione ,in questo che, per ora, rimane un "blog sperimentale". Innanzitutto grazie a tutti voi che, pur in questo lungo mese e mezzo di assenza di novità, avete continuato imperterriti a visitare queste pagine. In secondo luogo, rinnovo l'invito a voi tutti: facciamo in modo che questo spazio si confermi come un luogo di riflessione e di scambio di informazioni riguardo la vasta ed improprogabile questione del rilancio delle lingue regionali, locali e minoritarie e dei cosiddetti "dialetti".
Scrivete le vostre opinioni, i vostri commenti e - soprattutto - SEGNALATE LE INIZIATIVE NEI TERRITORI! Spargiamo la voce che qui c'è almeno (per ora) un centinaio di persone che ogni giorno possono leggerci. Cresciamo insieme, aiutiamoci, insomma.
Senza alcuna presunzione potremo così dire che avremo portato anche il nostro mattone nella costruzione di una sempre più indispensabile "casa comune" dei diritti delle lingue che per ora non ne hanno o ne hanno riconosciuti pochissimi. Buona lettura e buon lavoro a voi.
Gioann March Pòlli
Ps: la trasmissione "Lingue & Dialetti" su Radio Padania ricomincerà ufficialmente il prossimo martedì 16 settembre.