Lingue & Dialetti - Notizie e commenti

Blog sperimentale sulle Lingue regionali, locali e/o minoritarie. Spazio antagonista allo sradicamento e alla globalizzazione culturale. Per segnalazioni di eventi o altro, scrivete a lingue.dialetti@libero.it

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Mi chiamo Gioann March Pòlli, (Giovanni Marco Polli all'anagrafe italiana). Sono giornalista e animatore culturale. Conduco in prima persona, sia con la professione che con il mio impegno volontaristico, una battaglia a favore delle lingue regionali e minoritarie. Insomma, perché vengano riconosicuti i diritti di ogni popolo del mondo a poterle parlare, insegnare, trasmettere in ogni ambito sociale, politico e civile, indipendentemente dallo Stato di appartenenza e dal suo tasso di "democrazia" interna. In particolare, lavoro perché sia preservata, insegnata, diffusa e rilanciata anche e soprattutto nelle scuole la Lingua piemontese, con tutti i suoi dialetti e varianti locali. Il Piemonte è infatti mia terra di origine e "patria cita" (quella "granda" è il mondo intero, e non ne riconosco altre). Sono in onda due volte alla settimana, il martedì dalle ore 14,20 alle 15.00 e il venerdì dalle ore 14,00 alle 15.00 sulle frequenze di Radio Padania Libera. Ma la mia trasmissione, che si intitola proprio "Lingue e dialetti", benché in onda su un'emittente vicina a un partito politico si rivolge a chiunque, indipendentemente dall'opinione o dall'appartenenza politica. La salvaguardia delle culture umane è fondamentale nella battaglia contro l'appiattimento, l'omologazione e la globalizzazione ed è a beneficio di tutti, a prescindere da qualunque steccato ideologico, culturale, etnico o geografico.

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giovedì, 29 maggio 2008

SARDEGNA / Presto nel sito della Regione i notiziari radio "in limba"

CAGLIARI, 27 MAGGIO 2008 - Nel sito web della Regione presto saranno fruibili i notiziari in sardo. L'impegno profuso dalla Regione nella promozione della lingua sarda prosegue infatti con l'inserimento sul sito dei notiziari in lingua sarda delle nove emittenti radiofoniche private e locali che hanno fatto richiesta e sono state ammesse ai contributi regionali (ripartiti 100mila euro), sulla base delle caratteristiche dell'emittente e dei progetti di notiziari proposti.

La novità di quest'anno riguarda la previsione dell'archiviazione dei contenuti dei notiziari in Limba all'interno della Digital Library, prezioso archivio multimediale che sempre più si apre a contenere le testimonianze, contemporanee e trascorse, della nostra Isola.

Nell'anno dedicato alla Limba, in cui è stata siglata anche l'importante intesa con la Rai per la trasmissione di programmi in lingua sarda, si riscontra con favore l'aumento dell'indice degli ascolti, la crescente professionalizzazione dei redattori e l'allargamento del bacino di ricezione, frutto anche delle azioni di una politica linguistica che sempre più investe sulla creazione e diffusione di un ambiente sardofono.

L'attivazione di canali satellitari - già sperimentata e intrapresa da alcune emittenti locali - e del web, consente inoltre di superare i confini geografici dell'Isola e di dare nuova linfa alla lingua sarda, sollecitata ad interagire con gli stimoli del mondo contemporaneo.
(pubblicato sul sito della Regione Sardegna, www.regione.sardegna.it)
postato da: lingue.dialetti alle ore 19:38 | link | commenti
categorie: cultura, politica, globalizzazione, dialetto, lingua, dialetti
martedì, 27 maggio 2008

PUGLIA / Bari, concluso il primo corso di Lingua barese

Riceviamo e volentieri riportiamo:

BARI, 25 MAGGIO 2008 - Il 23 Maggio si è concluso con successo il primo corso di Lingua barese – Per un più corretto e aggiornato uso del dialetto barese, tenutosi a Bari, organizzato da L’Eccezione di Puglia Teatro, diretto da Rino Bizzarro e condotto da Gigi De Santis.

Il corso, il primo in assoluto sull’argomento, articolato in maniera non episodica o superficiale, con partecipanti accuratamente selezionati per quel che riguarda le motivazioni, si è sviluppato il 18 lezioni, da Gennaio a Maggio. Il riferimento è stato a testi di autori baresi riconosciuti da tutti come punti di riferimento ineludibili, affermati ed autorevoli, i cui scritti sono stati usati a fini didattici.

Il corso aveva come fine ultimo quello di dare finalmente alla lingua barese quella legittimazione che fino ad oggi non aveva ancora ricevuto, probabilmente proprio perché mai gli autori in vernacolo si erano trovati d’accordo sulle "regole" da adottare, e forse anche perché non ce n’erano di regole precise, universalmente riconosciute, autorevoli e condivise.

Il tentativo è stato proprio quello di ricercare queste regole e finalmente renderle condivisibili ed accettate da tutti gli autori in vernacolo barese.

A detta di tutti i partecipanti si tratta un’esperienza da ripetere e continuare, ed in tal senso conta di muoversi l’Eccezione di Puglia Teatro, con una seconda edizione del corso ed un secondo livello per chi ha già superato il primo.

postato da: lingue.dialetti alle ore 18:32 | link | commenti
categorie: cultura, globalizzazione, dialetto, lingua, dialetti
lunedì, 26 maggio 2008

PIEMONTE / Provincia di Cuneo: fino al 1° giugno la Festa dël Piemont e della Lingua Piemontese

Festa del Piemont a Cuneo, Alba, Bra, Castino e Cherasco 
Due settimane di manifestazioni raccolte intorno ad un'unica e indiscussa protagonista: la lingua piemontese


CUNEO (19 maggio) - La Festa dël Piemont celebra la 41^ edizione con due settimane di manifestazioni raccolte intorno ad un'unica e indiscussa protagonista: la lingua piemontese. Dal 21 maggio al 1 giugno si animerà nella terra dei grandi vini, dei tartufi e dei castelli del Sud Piemonte, tra i comuni di Alba, Bra, Castino, Cherasco e Cuneo, un evento dedicato ad illustrare il valore della letteratura, della poesia, della musica e della prosa di una delle lingue che fu ''di Stato, di Popolo e di Nobiltà''.

La Festa nasce nel 1968 per volontà della Compania dij Brandé, associazione di poeti e prosatori fondata nel 1933 che da allora organizza una serie di festeggiamenti annuali. Il primo fu al Santuario di Graglia (Bi) e per l'occasione giunsero sul luogo gli emigranti argentini e francesi e tutti i poeti e prosatori del Piemonte. Ma la Festa simboleggia anche un'altra ricorrenza: la promulgazione dello statuto della Regione Piemonte che avvenne il 22 maggio 1971. Da allora, con l'aiuto delle amministrazioni che hanno ospitato l'iniziativa itinerante e delle associazioni culturali piemontesiste sparse sul territorio nazionale, si festeggia nel mese di maggio la lingua regionale ''tirata a festa''.

Dibattiti sulla lingua e la cultura piemontese, rappresentazioni teatrali, concerti di musica tradizionale animeranno questa edizione che culminerà nell'ultimo weekend di maggio a Cherasco dove avrà luogo un incontro mondiale delle Wikipedia nelle lingue regionali e dove, domenica 1° giugno, la sfilata del Gran Drapò in arrivo da Biella e i concerti di gruppi folk provenienti da tutto il Piemonte concluderanno i festeggiamenti.

Il Drapò è la bandiera storica del Piemonte, quella che ij Brandé conservarono gelosamente fino a quando la Regione Piemonte la adottò come bandiera regionale. Ad attenderlo, alle ore 10 di domenica 1° giugno, oltre all'amministrazione di Cherasco, città che ospita la festa, ci saranno Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, Raffaele Costa, presidente della Provincia di Cuneo e i rappresentanti delle città di Bra e Alba.

Ricco il programma delle iniziative che partirà mercoledì 21 maggio dalla Borgata Pavaglione di Castino con la presentazione della 41^ Festa dël Piemont e con l'incontro-dibattito ''Il langhèt, una lingua a modello di cultura da esportare'' con interventi di Bruna Sibille, Assessore Regionale alla Montagna; Enrico Pregliasco, Presidente della Comunità Montana Langa delle Valli; Silvio Viberti e Primo Culasso, autori del dizionario Rastlèire; Batista Cornaglia, Presidente Associassion Coltural Piemontèisa GoPiedmont. All'incontro seguirà una degustazione di vini a cura dell'Enoteca Regionale Colline del Moscato.

Ma gli appuntamenti proseguiranno con gli ''Òsto dël pensé'': sei incontri che riprendono la tradizione dei caffè letterari, in cui si affrontano vari temi legati alla lingua e alla letteratura, e più in generale alla cultura, piemontesi. Seguiti da degustazioni di vino a cura dell'Enoteca Regionale del Roero e da spettacoli musicali e teatrali, vantano, tra i principali ospiti, Candida Rabbia, Tòjo Fnoj e Sergio Maria Gilardino.

Grazie al programma artistico della Festa dël Piemont si potrà avere una panoramica delle migliori produzioni teatrali e musicali tradizionali della regione. Il teatro, con i Musicant di Riva di Chieri e la compagnia di Oscar Barile, offrirà quanto di meglio ci sia oggi in Piemonte mentre il panorama musicale prevede la presenza di Roberto Balocco, portatore di tradizione non solo legata alla piòla ma anche al grande repertorio di Isler e delle ballate sociali; l'Ariondassa e i Musicant di Alba con il canto dell'osteria nella sua genuina bellezza; la ricerca delle radici più profonde con i Canalensis Brando e il Quintet di Enzo Vacca; la grande tradizione del coro con i Sòcio 'dla bira e la fisarmonica regina del Gruppo fisarmoniche del Monviso.

Recenti sondaggi dell'Ires hanno stabilito la presenza, in Piemonte, di più di 2 milioni di persone parlanti piemontese, e più di un milione e mezzo di parlanti passivi; una lingua viva ed europea, che sarà legata ai convegni del 31 maggio a Cherasco, (Congresso internazionale delle Wikipedia in lingua regionale) e del 24 maggio ad Alba (Congresso regionale della Wikipedia piemontese a cui prenderà parte l'assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva).

Domenica 1° giugno il centro storico di Cherasco si animerà anche con gli stand dell'Eccellenza Artigiana Piemontese (dalla ceramica al legno, dagli strumenti musicali al vetro), con il 1° annullo filatelico Festa dël Piemont e con i libri dei principali editori regionali. E per chi vuole vivere il territorio, in collaborazione con l'Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero, nel weekend pacchetti ad hoc per soggiorni in zona abbinati ad un corso ''speedy'' di piemontese tenuto da Davide Damilano, insegnante di lingua piemontese e coordinatore dei corsi per la ''Ca dë studi piemontèis''
Web site: www.gopiedmont.org

(tratto da www.cuneonotizie.com )

postato da: lingue.dialetti alle ore 18:42 | link | commenti
categorie: cultura, globalizzazione, dialetto, lingua, dialetti
giovedì, 22 maggio 2008

LOMBARDIA / Mazzarella dà l'addio al teatro in milanese? Forse ha sbagliato momento. O forse ha sbagliato del tutto

La notizia ha fatto scalpore. Riporto un'intervista tratta da:

http://milano.cronacaqui.it

L'attore da stasera è al San Babila con “Via la gatta, balla i ratt”

Piero Mazzarella: "La mia ultima commedia in dialetto"

INTERVISTE 20/05/2008 - Piero Mazzarella è tra i pochissimi ad avere il dono dei veri attori, quello di non di recitare mai, ma di vivere sempre. In scena al Teatro San Babila con la commedia “Via la gatta, balla i ratt” di Rino Silveri (nella foto con Mazzarella), è con estrema naturalezza che parla del lungo sodalizio con il teatro milanese.

«Ghe n'è più di grandi attori. In cantina ho decine di premi alla carriera e coltivo edera nelle due coppe che tengo a casa. Ormai sono una specie di cavaliere di gran croce del teatro in vernacolo, ma torno sempre al San Babila perché con Maramotti e D’Avanzo siamo amici da tanti anni».

È vero che lascerà presto il teatro dialettale?
Continuerò a farlo, ma solo in recital dei grandi classici, come Porta o Illica. Le commedie le farò solo in italiano. L’ultima in dialetto sarà proprio nel loro prossimo cartellone.

Un addio alle scene?
La verità è che è sempre più difficile trovare giovani attori esperti di teatro dialettale. È una tradizione che va perdendosi. Dopo di me forse si spegnerà, ma a un certo momento ti viene voglia di finirla lì.

Com ’è cambiata la città che ha prima amato e poi recitato?
A costo di essere scomodo devo dire che Milano sta diventando una bruttura. Proprio ieri ho saputo che Napoli ci venderà l’immondizia. Tra poco rimarranno solo bei ricordi e qualche rimpianto. Anche la gente è cambiata, ha perduto quella solidarietà e quell’ingegno che non ci vedevano secondi a nessuno.

E il suo pubblico?
Il pubblico va sempre rispettato. Ricordo un aneddoto di Ruggeri, la voce del Cristo di “Don Camillo”. Un adorabile mostro sacro: se gli chiedevano “più voce” lui gridava “più orecchio”. Al pubblico va data qualità, diversamente non la saprà più apprezzare.

Al San Babila presenta una commedia moderna: cosa pensa del nostro tempo?
Questo secolo manca di buon gusto. All’ora di pranzo in tv ci fanno vedere i bambini che muoiono di fame e il terremoto in Cina. L’informazione è fatta male, però la gente la segue perché non vive più di valori, ma di valuta. Ecco perché quando penso ai giovani mi arrabbio: sono costretti a lasciare l’Italia, come Marconi o Caruso. Oggi non basta essere coraggiosi, occorre essere eroici.

I personaggi di “Via la gatta, balla i ratt” vivono ancora in tempi felici?
Sicuramente. Perché sono lo specchio di una milanesità goliardica e di buoni sentimenti. Come nella vita però, anche qui c’è una commedia degli equivoci, dove la gatta è la moglie del protagonista e il ratt è ovviamente suo marito. Ma non è un topolino, è proprio un “ratun”, un importante pasticcere che pensa di divertirsi un po’. Non ci riuscirà, perché verrà colto sul più bello. Il finale però, almeno nelle nostre commedie, è sempre a buon fine e fa sorridere. “Via la gatta, balla i ratt”.

Al Teatro San Babila da stasera sino al 15 giugno. Informazioni allo 02- 79.54.69.

Francesca Motti Pietropaolo

In altre interviste (ad esempio quella pubblicata sul Corriere della Sera), il grande attore va ancora oltre: "Il milanese? Mai più in teatro. Oramai è una lingua morta. Una lingua da studiare, come si fa con il latino e con il greco", sostiene.

Ci permettiamo - dal nostro piccolo pulpito - di dissentire con forza. I teatri dove si tengono rappresentazioni in milanese - grazie all'impegno di compagnie sovente amatoriali - fanno il tutto esaurito. Mai come oggi, negli ultimi decenni, si assiste ad un ritorno di interesse per le lingue locali. Mai come oggi, di fronte all'evidenza del rischio della loro scomparsa, c'è chi pensa sia sempre più necessario abbattere le barriere ideologiche nella comune lotta per la loro sopravvivenza. Vedere come un grande uomo di teatro preferisce gettare la spugna proprio in questo momento, e poi con quelle argomentazioni, non fa che riempirci l'anima di tristezza. E renderci ancora più determinati nel proseguire la battaglia anche al posto di chi si è arreso. (gmp)

martedì, 13 maggio 2008

LOMBARDIA / Il centralino del Comune parla in comasco. Boom di chiamate

da www.ilgiornale.it

COMO, 10 maggio 2008 - La voce dell’assessore Diego Peverelli, leghista che più leghista non si può, esce digitando (scusciando) il tasto (ul buton) due (du). Una volta bisogna provare per forza. A comporre il numero del centralino del Comune di Como (031-2521) e sentire le indicazioni in dialetto. È un divertimento.
«Benvegnuu in dal siit di informaziun del Cumun de Com» (Benvenuti nel sito delle informazioni del Comune di Como). «Per tornà indree in del sit de prima, schiscia ul butun zero» (per tornare indietro al posto di prima schiacciare il tasto zero). «Schiscia ul butun von per l’ufizi di tass, per la tasa sulla ca, che la sares l’Ici» (schiacciare il tasto uno per la tassa sulla casa che sarebbe l’Ici) e «ul due per la tasa sula ruvera, che la sares la Tarsu» (e il due per la tassa sulla spazzatura che sarebbe la Tarsu).
Con la flemma di una centralinista allenata, senza ansia, l’assessore all’Ambiente guida l’utente tra «i prestazion suciai e la scola, gli ufizi di tas e l’ufizi di relaziun cun ul publich».
«Se ta vöret parlaà cun l’operaduù schiscia ul quater» (se vuoi parlare con l’operatore schiaccia il quattro). La trovata dell’amministrazione del sindaco Stefano Bruni è piaciuta talmente tanto che, al primo giorno, le chiamate al centralino sono decuplicate. Prima della voce «in dialet», a Palazzo Cernezzi chiamavano in media 388 persone al giorno. Dopo, di colpo, il contatore è schizzato a 3.600. E, calcolando anche i contatti del secondo giorno, a 5mila. Il nuovo servizio del Comune permette di navigare tra le informazioni di 22 servizi. Il telefono del chiamante viene registrato dal sistema e entro 48 ore sarà cura del Comune richiamare a casa o inviare una e-mail per dare le informazioni richieste. La notizia era questa, che il nuovo centralino era più efficiente del vecchio. Se non ci fosse stata la voce in dialetto, però, la notizia non sarebbe rimbalzata fino in Spagna. Il quotidiano El Mundo ha mandato un inviato per intervistare il sindaco. La risposta è stata che di solito, ai centralini degli enti pubblici, la gente è abituata ad attese infinite, musiche registrate e la linea che cade sul più bello. Per questo il Comune ha investito 10mila euro per creare un centralino degno di questo nome. Il dialetto è il sistema per fare capire che il municipio è quello di casa propria, del Volta e del lago del Manzoni.
«Il dialetto - ha spiegato infatti Bruni - è un segnale di vicinanza perché crea un rapporto di maggior confidenza verso i nostri cittadini. È poi anche un modo per rendere viva una lingua che è parte della nostra tradizione e identità». L’assessore Peverelli sembra nato parlando dialetto. E anzi è un esperto del vernacolo locale. Solo lui possiede la trascrizione di quel che si sente sul nastro che sembra una guida per musei o parchi a tema quando recita. «In la sed municipal da via Vitori Emanuele al numer novantasett, a ghe tutt i ufizi pusèe impurtant, cumè l’anagrafe, l’ufizi di tass, chìli dé l’edilizia publica e privada, i ufizi per i permess de pude nadent in citàa murada, quela ciamada zona a trafich limitaà, la Ztl, qui dè l’ambient e di giardit, la segretaria del sindic, quela general e i ufizi d la cultura». La traduzione, «Nella sede municipale di via Vittorio Emanuele 97 ci sono tutti gli uffici più importanti, come l’anagrafe, l’ufficio della tasse, dell’edilizia pubblica e privata, quelli dei permessi per poter andare in città murata, quella chiamata zona a traffico limitato, quelli dell’ambiente e dei giardini, quelli della segretaria del sindaco quella generale e quella della cultura», serve solo per i forestieri.

Anna Savini
Ottima idea, applausi convinti. Mancherebbe solo un passaggio in più, per togliere qualsiasi dubbio (anche interpretativo) di "folklorismo": che si iniziasse a parlare di "lingua", piuttosto che di "dialetto". A meno che non si intenda "dialetto comasco della lingua lombarda..." (gmp)
postato da: lingue.dialetti alle ore 18:51 | link | commenti (2)
categorie: cultura, politica, globalizzazione, dialetto, lingua, dialetti

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