Sandra Licata
( da www.agrigentonotizie.it )
GIUSTENICE (Sv) - 28 marzo 2008 - Domani, domenica 30 marzo, alle ore 10,00, presso la sala consiliare del Comune di Giustenice, ospite del Centro Storico Culturale Jus-Tenens, si terrà la riunione della “Consulta Ligure”, l’importante incontro tra le varie associazioni culturali liguri aderenti alla Consulta, con la partecipazione dell’assessore regionale alla cultura Fabio Morchio.
Al centro della riunione gli argomenti inerenti la conservazione delle tradizioni culturali locali e del dialetto ligure, con la possibilità di un confronto diretto tra le varie realtà culturali della Regione. Le precedenti riunioni che si sono tenute a Giustenice risalgono al il 29 ottobre 1989 ed al 21 marzo 1999.
(fonte: www.ivg.it )
TORINO, 13 marzo 2008 - La VI Commissione del Consiglio regionale del Piemonte ha accolto questa mattina la richiesta - avanzata dalla Lega Nord - ed ha inserito le parole 'lingua piemontese' all’articolo 1 del testo unico sulla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico del Piemonte. Precedentemente, infatti, la lingua piemontese era esclusa dal testo della legge, che prevedeva la tutela e la valorizzazione delle minoranze occitana, franco provenzale e walzer. Insieme al piemontese è stata aggiunta anche la minoranza francese.
“E’ una vittoria molto importante della Lega Nord – sottolinea Claudio Dutto, consigliere regionale della Lega Nord che ha seguito l’iter del provvedimento in Commissione – perché la lingua piemontese rischiava di essere ingiustamente esclusa dalla legge, così come è già purtroppo accaduto a livello nazionale con la legge 482 del 1999 che non riconosce la lingua piemontese tra le minoranze da tutelare”.
(tratto da www.targatocn.it )
Forse è arrivata la parola fine all'oscena tentata truffa perpetrata dalla solita maggioranza politica che si autodefinisce "dei diritti" con la gongolante complicità (o il mandato?) della solita minoranza linguistica che, in Piemonte, crede da sempre di essere la sola ed unica depositaria dei medesimi.
Strano pure il concetto di "federalismo" dell'attuale giunta al governo in Piemonte: c'è una legge a Roma e Torino "deve" adeguarsi... Siccome la legge (indecente) di Roma non comprende la tutela della Lingua Piemontese, Torino avrebbe dovuto "rinunciare" a tutelarla, quando il Piemonte era stata la prima regione a Statuto ordinario a prevedere l'insegnamento scolastico della propria Lingua regionale...
Patetico (e moralmente truffaldino) anche il tentativo di alcuni politici dell'attuale maggioranza al governo in Piemonte di spiegare alle Associazioni piemontesiste che la "Lingua piemontese" non sarebbe sparita dalla tutela, perché si sarebbe comunque sempre tutelato il "patrimonio linguistico" regionale... Si sarebbe ripresentato il solito schema di sempre: i piemontesi fanno da battistrada a tutti gli altri, dopo di che chi li governa ingaggia una battaglia di retroguardia e finiscono per affossarsi da soli. Fortunatamente, grazie all'impegno di chi ci ha creduto (ma è proprio obbligatorio che sia sempre e solo la Lega ad occuparsi della salvaguardia delle Lingue regionali?) il pericolo sembrerebbe ancora una volta scampato (gmp).
MOGLIANO VENETO, 25 marzo 2008 - Un sistema per la traduzione dei siti internet dall’inglese al veneto, la mappa on line della lingua veneta nel mondo, un archivio delle tradizioni orali venete, supporti scolastici per gli insegnanti, cartoni animati e trasmissioni televisive in veneto, pubblicazioni specifiche e dizionari della lingua veneta, un convegno internazionale in programma a Sappada dal 25 al 29 giugno prossimi su “Dialetto. Uso, funzioni e forma”. Sono queste alcune delle iniziative per la salvaguardia e valorizzazione della cultura veneta, presentate oggi a Villa Braida di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, dal vicepresidente della giunta regionale Luca Zaia, assieme ai docenti e agli esperti che stanno collaborando alle attività di promozione e tutela della lingua e delle tradizioni culturali regionali.
La presentazione odierna cade in una data precisa, il 25 marzo, ricorrenza della nascita di Venezia, dichiarata “Festa del Popolo Veneto” dalla Legge regionale n. 8 dello scorso anno relativa a “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto”, la stessa legge che ha premesso di attivare le iniziative presentate stamani, in occasione della prima edizione della Festa.
“Il veneto è una lingua abitualmente parlata da sette abitanti su dieci della Regione, ovvero da circa 3 milioni di persone – ha sottolineato Zaia – oltre che in numerose comunità in tutto il mondo; in veneto è scritta una parte cospicua dei documenti che riguardano la stessa storia d’Italia, quella fatta delle relazioni dei diplomatici della Serenissima, la più longeva Repubblica dell’umanità; in veneto scriveva uno dei più grandi commediografi italiani, Carlo Goldoni, rappresentato in tutto il mondo, e scrive uno dei più grandi poeti italiani viventi, Andrea Zanzotto; in veneto, prima ancora che esistesse l’italiano, sono stati scritti per secoli i contratti commerciali internazionali, custoditi in Grecia, Turchia e in tutta l’area del mediterraneo”. Ma per la normativa nazionale il veneto non è ancora una lingua nè una cultura a se stante e da tutelare, al contrario di quanto accade, giustamente, ad esempio per i ladini.
“Non abbiamo assolutamente nulla da riesumare – ha ricordato Zaia –perché da noi la gente parla e pensa in veneto e il veneto è una cultura ben viva, rispetto alla quale abbiamo voluto attivare un insieme articolati di azioni. Ma è un nostro obiettivo ottenere il formale riconoscimento della nostra lingua e della nostra specificità da parte del governo nazionale che finora non l’ha fatto, anche quando si è trattato di applicare le normative comunitarie sulle identità linguistiche del 1992”. E mentre lo Stato è riottoso ad ammettere la specificità della cultura veneta, la Regione ha invece riconosciuto con propria legge fin dal 1994 le realtà culturali presenti nel proprio territorio, come quelle ladine, cimbre, friulane, accettando i principi della Carta Europea che il governo centrale ancora non riconosce al Veneto.
(comunicato stampa Regione Veneto, fonte www.regione.veneto.it )
Un impegno, quello della Regione Veneto e del suo vicepresidente Zaia, che dovrebbe essere preso ad esempio da tutte le altre istituzioni territoriali, qualunque sia il colore delle loro amministrazioni. Se lo Stato italiano ancora si rifiuta di riconoscere lingue e culture millenarie, siano almeno gli Enti locali, Regioni in primis, a darsi da fare perché possano vivere nel presente e nel futuro, con progetti moderni e vivi, che nulla hanno a che fare con visioni nostalgiche, passatiste e museali. Ancora più lodevole, l'impegno della Regione Veneto, se si pensa che si tratta di una Regione a statuto ordinario: sfruttare appieno le proprie competenze per l'uso moderno della propria lingua è davvero encomiabile e degno di quanto avviene da tempo nelle più avanzate Regioni d'Europa, dalla Catalunya a Euskadi, dalla Frisia alla Scozia. (gmp)
(tratto da www.viveur.it )
Francesco Garofalo, docente dell’Università del crocese, ha pubblicato la prima grammatica foggiana. Un insieme di consigli su come scrivere e parlare correttamente nel nostro dialetto.
FOGGIA, 20 marzo 2008 - Fino ad oggi avevo sentito parlare di "questione della lingua", solo per quel che ha riguardato la turbolenta nascita del nostro caro italiano; questione che, come molti sapranno, nacque tra il Quattrocento e il Cinquecento fra scuole avversarie e vide la vittoria della parte toscana capeggiata dall’illustre Bembo. Dante, Petrarca e Boccaccio, i grandi trecentisti, erano il modello linguistico a cui guardare, da allora in poi, per i vari generi letterari e proprio dalla rivisitazione del loro aulico stile l’italiano, come idioma, trae le sue origini. Sapevo anche che arrivò Alessandro Manzoni qualche secolo dopo a metter fine ad ogni dubbio e diatriba sciacquando i suoi panni letterari nell’Arno. Non ero a conoscenza invece che un simil travaglio sia toccato anche al nostro adorato "foggiano" con una "questione di dialetto" che partì nel lontano 1894 e ha trovato soluzione solo nei giorni nostri. Galeotto, non fu un libro, perché del resto non si sta parlando d’amore, ma un’Università, in particolare quella del Crocese, che ha formato tra i suoi banchi Francesco Garofalo, autore della prima Grammatica Foggiana. Edito dalla Sentieri Meridiani il manuale non è un insieme di regole, come l’autore tiene a precisare, ma una raccolta di consigli scaturiti da un’instancabile ricerca attraverso le opere dei più accreditati scrittori e poeti in dialetto foggiano, quali Osvaldo Anzivino, Giuseppe Esposto e Raffaele Lepore, per ricercare le ricorrenze di utilizzo delle varie parti di cui una lingua è formata. Le differenze di grafia o di pronuncia, ci confida Garofalo, non sono solo tra un autore e l’altro ma spesso all’interno della produzione di uno stesso scrittore: ecco da dove nasce l’esigenza di una grammatica, che comunque tenga conto di queste diversità.
Articolo, nome, vocali, aggettivo, pronome, preposizioni, avverbi, tutte le parti del discorso sono state oggetto di studi e i risultati a cui si è arrivati sono tutti dimostrati dagli esempi di frasi tratte dalle opere dei vari autori di riferimento. Minuziosa è soprattutto l’analisi dei tempi verbali con tanto di tre coniugazioni presentate in ogni tempo verbale e ausiliari, spesso dalle forme fonetiche impronunciabili. Rispetto all’italiano il dialetto foggiano usa il futuro solo alla terza persona, preferendogli il condizionale, utilizzato anche, distruggendo ogni regola della lingua nazionale, nelle frasi ipotetiche al posto del congiuntivo dopo il se. Per chi preferiva il dialetto perché parlata libera e senza norme, spesso perché ignaro delle molte regole dell’italiano, arrivano giorni duri; ci vorrà, allora, uno sguardo alla grammatica foggiana.
Sarrije pur’ ore che i fuggiane turnassere a studia’!
LOANO (Sv), 17 marzo 2008 - Mercoledì 9 aprile, nell'ambito della rassegna "Dischi volanti… incontri ravvicinati con dischi, libri, parole e suoni", promossa dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano ed organizzata in collaborazione con l’Associazione Compagnia dei Curiosi, si terrà a Loano, alle ore 21.00, nella Civica Biblioteca di Loano, nel Palazzo Kursaal, il secondo appuntamento del Premio incontra.
Protagonisti saranno Roberta Alloisio e l’Orchestra Bailam, che presenteranno l’album Lengua Serpentina - Canzoni genovesi tra letteratura e poesia (CNI, 2007). La formazione ligure ha realizzato un disco dove i brani, cantati quasi esclusivamente in dialetto, sono in parte tratti da fonti del passato, come uno stornello tradizionale, una traduzione della Divina Commedia in genovese dei primi del Novecento, manoscritti duecenteschi e così via e la musica è eseguita quasi esclusivamente da strumenti acustici, come fisarmonica, violino, viola, violoncello, cornamusa, chitarre, darbouka, percussioni, flauto, clarinetto.
Il disco tenta di inglobare un insieme indefinito di varianti etno-popolari, frutto di una mescolanza di suoni mediterranei. I brani suonati dall'orchestra Bailam utilizzano come fonte comunicatrice strumenti e stili diversi come innesti di un tragitto culturale ben definito che traggono la linfa vitale dalla terra e dalla cultura ligure. L’incontro con gli artisti sarà guidato dal giornalista Guido Festinese.
(tratto da www.savonanews.it )
...con tre interventi (tre minuti ciascuno) sulla lingua piemontese nella mia variante (cusiano). Cercherò, se possibile, di parlare della questione delle lingue locali, regionali % minoritarie in generale. A domenica! (gmp)
CIVENNA (Co) - Venerdì scorso è stato presentato a Civenna (CO), presso la sala congressi, il libro di Lucia Sala -"Tacàa al Fööch", Storie, racconti e testimonianze della vita di un tempo nel cuore del Lario. ll libro è arricchito da immagini tratte dall’Archivio fotografico bellagino 1999 Gilardoni - Tacchi. Nel volume trova spazio il racconto dei nostri anziani, la vita quotidiana, attività e mestieri del passato, ricette, curiosità ed aneddoti, ricordi, tradizioni, storie e leggende, proverbi e modi di dire, espressioni dialettali, toponimi ed altro ancora. Il libro è di 240 pagine con oltre 200 immagini e la testimonianza di più di 60 persone intervistate. Vi si può trovare un glossario dei termini dialettali e la planimetria con i toponimi. Costo € 25.
Sempre a Civenna, la scuola primaria ha organizzato per quest'anno varie attività svolte assieme agli anziani del paese, alla riscoperta delle antiche tradizioni brianzole, modi di dire "in lingua", e i vecchi mestieri. Tutto all'insegna della riscoperta e rivalutazione delle proprie origini.
(segnalato da Brugh)