Lingue & Dialetti - Notizie e commenti

Blog sperimentale sulle Lingue regionali, locali e/o minoritarie. Spazio antagonista allo sradicamento e alla globalizzazione culturale. Per segnalazioni di eventi o altro, scrivete a lingue.dialetti@libero.it

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Mi chiamo Gioann March Pòlli, (Giovanni Marco Polli all'anagrafe italiana). Sono giornalista e animatore culturale. Conduco in prima persona, sia con la professione che con il mio impegno volontaristico, una battaglia a favore delle lingue regionali e minoritarie. Insomma, perché vengano riconosicuti i diritti di ogni popolo del mondo a poterle parlare, insegnare, trasmettere in ogni ambito sociale, politico e civile, indipendentemente dallo Stato di appartenenza e dal suo tasso di "democrazia" interna. In particolare, lavoro perché sia preservata, insegnata, diffusa e rilanciata anche e soprattutto nelle scuole la Lingua piemontese, con tutti i suoi dialetti e varianti locali. Il Piemonte è infatti mia terra di origine e "patria cita" (quella "granda" è il mondo intero, e non ne riconosco altre). Sono in onda due volte alla settimana, il martedì dalle ore 14,20 alle 15.00 e il venerdì dalle ore 14,00 alle 15.00 sulle frequenze di Radio Padania Libera. Ma la mia trasmissione, che si intitola proprio "Lingue e dialetti", benché in onda su un'emittente vicina a un partito politico si rivolge a chiunque, indipendentemente dall'opinione o dall'appartenenza politica. La salvaguardia delle culture umane è fondamentale nella battaglia contro l'appiattimento, l'omologazione e la globalizzazione ed è a beneficio di tutti, a prescindere da qualunque steccato ideologico, culturale, etnico o geografico.

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venerdì, 29 febbraio 2008

PIEMONTE / Priocca e Castellinado (Cn), dal 31 marzo i nuovi corsi per adulti di Lingua piemontese tenuti dalla Ca dë Studi

Il nuovo corso di lingua piemontese, per adulti, nel Roero, completamente gratuito, inizia quest'anno il 31 Marzo. Si terrà nei due comuni limitrofi di Priocca e Castellinaldo. Lo tiene Il Centro Studi Piemontesi ( Ca dë Studi Piemontèis) in collaborazione con la Go Piedmont Associassion Coltural Piemonteisa
con sede ad Alba e Torino.
Si tratta di un corso si primo livello, dove si faranno due lezioni di pura grammatica, tenute dal roerino Corrado Quadro, e dalla roerina Maestra Antonina Galvagno.
L'apertura del corso sarò tenuta dalla scrittrice, poetessa contenporanea nnché direttrice del Centro Studi Piemontesi, Albina Malerba.
Seguiranno: Oscar Barile, il langhetto ormai celebre attore e regista teatrale; Una lezione di Storia del prof Nedo Bocchio Chiavetto, e il braidese Walter Bergesio che parlerà del Piemontese e la scuola.

Chiuderà il corso la lezione politico-identitaria di Battista Cornaglia, una chacchierata sull'utilita culturale e sociale di continuare a parlare e vivere in piemontese, compresa una spinta emotiva e incoraggiamento a parlare, studiare e scrivere la lingua del Piemonte.

Il corso é destinato ai giovani, agli adulti e a tutti quelli che volessero conoscere più a fondo la lingua piemontese scritta, per avvicinarsi con facilità alla letteratura storica e contemporanea, alle poesia e a tutti i testi scritti in questa lingua, comprese tutte le evoluzioni interattive e informatiche in piemontese.

il corso é facile ed é accessibile a tutti.

Per informazioni: Batista 'd Cornaja, GoPiedmont- Associassion Coltural Piemontèisa
tel. 329/0249499 email: info@gopiedmont.it


postato da: lingue.dialetti alle ore 10:44 | link | commenti
categorie: cultura, politica, globalizzazione, dialetto, lingua, dialetti
giovedì, 28 febbraio 2008

PIEMONTE / Bra (Cn), tornano i corsi gratuiti di lingua e letteratura piemontese

BRA (Cn), 28 febbraio 2008 - Dopo il successo delle precedenti edizioni, tornano i corsi gratuiti dedicati all'insegnamento della lingua piemontese promossi dalla Regione Piemonte e dal Centro Studi Piemontesi - Ca dë Studi Piemontèis. Il progetto, dal titolo “Il piemontese. Gli scrittori, le opere, i luoghi, le parole”, comprenderà oltre trecento ore di lezione ad opera di competenti ed esperti docenti, distribuite su tutto il territorio regionale. L’iniziativa si propone di salvaguardare e diffondere il patrimonio linguistico piemontese, promuovendone la conoscenza a giovani e meno giovani, con il rilascio di un attestato di frequenza al termine del corso.

I corsi si svolgeranno nei sette capoluoghi di provincia regionali (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli), e in contemporanea in altre sedi decentrate (Acqui, Bra, Carmagnola, Ciriè, Cavallerleone, Ivrea, Moncalieri, Pinerolo, Saluzzo, Savigliano, Susa, Varallo Sesia e quest’anno anche a Chivasso, Castellinaldo-Priocca e Neive).
A Bra le lezioni si terranno presso la Biblioteca Civica di via Guala dalle 20:30 alle 22:30, tutti i martedì, a partire dal 18 marzo 2008, fino al conclusivo 13 maggio 2008.
La direzione dei corsi sarà affidata ad Albina Malerba che sarà affiancata dai docenti Sergio Gilardino (martedì 18 marzo proporrà “La bella scuola: la rinascenza lirica in Piemonte”); Piergiorgio Gili (martedì 25 marzo con “La nascita del teatro in lingua piemontese: Toselli e i suoi primi autori”); Davide Damilano (1° aprile “Parole nostre: leggere, parlare, scrivere”); Rita Giacomino (8 aprile con “Costantino Nigra, diplomatico, poeta, studioso e ricercatore dei canti popolari del Piemonte”); nuovamente Davide Damilano (martedì 15 aprile con “La lenga piemontèisa ant la vita ëd Don Bòsch”); Enzo Vacca (martedì 22 aprile con la “Storia della musica tradizionale piemontese”. Le grandi collezioni); Gianfranco Gribaudo (martedì 6 maggio con “Le parole che non bisogna dire”) ed infine Albina Malerba (martedì 13 maggio con “La poesia, gli studi, l’ “angage” per il piemontese: Gianrenzo P. Clivio”).
L’iscrizione ai corsi è gratuita. Si può far pervenire la propria adesione al Centro Studi Piemontesi - Ca dë Studi Piemontèis in via O. Revel 15, 10121 Torino. E' possibile contattare il Centro Studi al numero tel. 011-537486 oppure al numero di fax 011-534777 o infine all'indirizzo di posta elettronica: info@studipiemontesi.it). Si può presentare la richiesta anche alla sede locale. E' anche possibile infine iscriversi direttamente all'inizio dei corsi. Per prenotazioni e informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria della Biblioteca civica di Bra al numero telefonico 0172.413049 (posta elettronica: biblioteca@comune.bra.cn.it). (fr)

(tratto da http://news.comune.bra.cn.it )

Sottolineiamo che l'iniziativa - nell'articolo viene presentata in particolare quella di Bra -  coinvolge tutto il territorio piemontese, e che i corsi - di altissimo livello - sono del tutto gratuiti. Da rimacrare poi l'impegno diretto della Regione Piemonte (ex L.R. 26/90 - 37/97) e la direzione scientifica e organizzativa affidata, come sempre, alla prestigiosissima Ca dë Studi PIemontèis. Ne parleremo prossimamente anche su Rpl. (gmp) 

PIEMONTE / Robilante (Cn): sabato 1 marzo "Monsù e Madama", tre atti comici in lingua piemontese di Franco Roberto

ROBILANTE (Cn) - L'associazione turistica Pro loco 'Amici di Robilante' nel cinema parrocchiale propone per le 21 di sabato 1 marzo una commedia brillante a cura del 'Piccolo Teatro Caragliese' dal titolo 'Monsù e Madama', tre atti comici di Franco Roberto in lingua piemontese.

Il Piccolo teatro Caragliese con questa commedia vuole riportare nei mitici anni '60 con Carosello, il Punt e Mes, Gigliola Cinquetti che canta 'Non ho l'età'. L'Italia sta vivendo il periodo del boom economico, della contestazione e del cambiamento dei costumi. Ciò che oggi è normale, come la donna che lavora, all'epoca creava tensioni in famiglia, paure ed equivoci: sono questi gli ingredienti della pièce. Il contesto è quello di casa Morello, a Torino, nei giorni successivi al matrimonio del figlio Ugo con Elena, figlia dei signori Nebbia. Tutti sono alle prese con i fermenti di quella stagione... il resto a teatro.

F. A.

(tratto da www.targatocn.it )

postato da: lingue.dialetti alle ore 19:26 | link | commenti
categorie: cultura, politica, lingua

EMILIA / Ferrara, domenica 2 marzo proseguono gli incontri al Maf su lingua e cultura popolare

FERRARA, 28 febbraio 2008 - Proseguono domenica 2 marzo, a partire dalle 15.30,gli incontri con il dialetto e la cultura popolare nella sede del MAF, il Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo in Bosco. Promosso dal Centro Etnografico del Comune di Ferrara, dalla Circoscrizione Zona Sud e dal MAF, in collaborazione con l’Associazione Culturale MAF, l'appuntamento di domenica (l'ingresso è libero), prevede la presentazione del volume “Fiume vagabondo”, di Cesare Manservigi. Alla presenza dell’autore saranno illustrati momenti e ricordi di vita intorno al fiume Reno. Si passerà, quindi, alla declamazione di “zirudelle” dialettali da parte del poeta Giuseppe Collari, del quale verrà pure presentato il secondo Compact Disc (“e la storia continua…Cerco l’uomo”). Il pomeriggio culturale al MAF prevede anche la proiezione di un documentario sulla tessitura e il gioco “Indovina l’oggetto misterioso” (con la possibilità di vincere preziose pubblicazioni) e, per concludere, un rinfresco riservato a tutti i partecipanti. (fonte: www.cronacacomune.it )
postato da: lingue.dialetti alle ore 16:01 | link | commenti
categorie: cultura, globalizzazione, dialetto, lingua, dialetti

ALSAZIA / Fallito il tentativo di Parigi di sradicare il bilinguismo nel dibattito politico-elettorale

tratto da www.cafebabel.com

Alsazia: quando la politica parla due lingue

Nella regione francese al confine con la Germania, dove si pratica il bilinguismo da quasi un secolo, lo Stato aveva deciso di voltare pagina. Ma le proteste si sono levate. E ora...
Strasburgo, capitale dell'Alsazia, deve il suo nome al tedesco. Significa "città delle strade", o "citta dove si incrociano le strade". (Foto, Fr Antunes/Flickr)
STRASBURGO, 28 febbraio 2008 - Durante la campagna presidenziale del 2007, nella regione francese dell'Alsazia e nel dipartimento della Mosella, i manifesti di Nicolas Sarkozy recitavano «Ensemble tout devient possible» (“Insieme tutto diventa possibile”) ma anche «Gemeinsam wird alles möglich». Madame Royal, invece, giocando con le sottigliezze grammaticali di genere, e richiamandosi a Eva Peròn, diceva: «La France Présidente: Der Wechsel», ossia "La Francia Presidente: il cambiamento".
L’uso del bilinguismo è dovuto alla peculiarità di questa regione francese che confina con la Germania e che, nel corso dei secoli, è stata contesa dai due grandi ex nemici. Un trattamento di favore, per alcuni, che mal si giustificherebbe nel contesto di una Francia alla ricerca di un'unità nazionale coerente.

E così sono state poche righe in un box a pagina quattordici di un documento ufficiale pubblicato nel dicembre 2007, a regolamentare – molto in sordina – la questione: «Nei dipartimenti (le provincie francesi, ndr) del Basso Reno e dell'Alto Reno, e nei diciannove cantoni del dipartimento della Mosella, la possibilità di unire ad un documento in francese un secondo documento in tedesco è soppressa a partire dal primo gennaio 2008». La cosa non ha mancato di scatenare il dibattito, in una regione fortemente attaccata al proprio bilinguismo.

(foto, Felipe Arte/Flickr)L'Alsazia e la Mosella sono legate, per quanto riguarda le questioni culturali, al Concordato del 1801. Ma fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, hanno il diritto di stampare i loro documenti nelle due lingue, francese e tedesco, in occasione delle campagne elettorali, siano esse locali, regionali, nazionali o europee. Il costume, ormai consolidato da quasi un secolo, non è mai stato oggetto di legislazione, lasciando così un vuoto giuridico sulle pratiche elettorali locali.
L'articolo 2 della Costituzione francese precisa, invece, lapidario: «La lingua della Repubblica è il francese».


Il 13% della popolazione è di origine tedesca

Sembra però che qualcuno non abbia fatto i conti con le reazioni della classe politica, dai Verdi al partito regionalista Alsace d'abord (“Alsazia prima di tutto”), e con l'attaccamento comune al bilinguismo, vero cavallo di battaglia della politica locale. All'annuncio di questa decisione, nel dicembre 2007 alcuni consiglieri regionali nella sessione plenaria del Consiglio regionale dell'Alsazia hanno depositato una mozione, che si richiamava a quell'identità regionale che – storicamente, culturalmente, ma anche economicamente – si è tradotta nell’uso del bilinguismo.

Il ministro francese degli interni Michèle Alliot-Marie (foto, Alain Bachellier/Flickr)Secondo Jean-Philippe Maurer, deputato dell'Ump del Basso Reno e consigliere provinciale, «questa situazione genera svariate difficoltà, quando invece (col bilinguismo, ndr) abbiamo già ottenuto, in Alsazia-Mosella, una buona gestione dell'espressione linguistica regionale».
Michèle Alliot-Marie non è della stessa opinione, soprattutto considerando che si è giustificata questa specificità locale in nome delle persone anziane che non parlano francese. Ci dice: «Bisogna considere lo sforzo che stiamo facendo in favore dello sviluppo sostenibile e del rispetto della spesa pubblica». Ma come ricorda la mozione del Consiglio regionale menzionata sopra: «I residenti nella regione di origine tedesca che votano alle elezioni europee sono molto numerosi». Secondo un censimento del 1999 sarebbero il 13% della popolazione dell'Alsazia, e sembra che la cifra sia in aumento.


Alsazia regione d'Europa?

Il 2008 è l'anno mondiale delle lingue indetto dall'Unesco(foto, UNESCO)In aggiunta a ciò, c'è un argomento che fa pesare la bilancia in favore del bilinguismo nei documenti elettorali: le elezioni municipali ed europee. Fin dal trattato di Maastricht, i cittadini europei residenti in Francia hanno il diritto di votare e di essere eletti alle municipali. Il tedesco non è più unicamente la trascrizione scritta del dialetto regionale, ma la lingua usata per indirizzarsi alla popolazione tedesca impiantata nella regione. Improvvisamente questa lingua diventa un carta importante in una regione di confine che desidera sviluppare l'“eurodistretto” di cui fa parte e connotarlo fortemente da un punto di vista identitario. Per coinvolgere gli europei nella vita politica locale, senza che la lingua costituisca un ostacolo, quale miglior simbolo dei documenti ufficiali in almeno due lingue? Tale politica sarebbe una sfida importante per le elezioni europee del 2009.

Per il momento l'affare è chiuso. Michèle Alliot-Marie è quasi tornata ad uno statu-quo ante. Ha proposto ai candidati di «realizzare dei documenti con un lato in francese e uno in tedesco, il cui costo sarà coperto dallo Stato». Questa proposta, che qualcuno potrebbe considerare arcaica, apre alla possibilità di un formidabile laboratorio europeo: uno spazio di partecipazione politica transnazionale.
Léna Morel  (Traduzione: Mauro Morabito)
mercoledì, 27 febbraio 2008

FRIULI / Illy: «Un Consiglio regionale straordinario il 6 marzo per salvare la legge sul friulano»

TRIESTE, 18 febbraio 2008 - La valorizzazione della lingua friulana resta al centro della scena politica: il presidente dellla giunta regionale Riccardo Illy ha chiesto al premier dimissionario Romano Prodi, un tavolo tecnico «per vedere se c'è spazio per comporre questo conflitto giuridico. Se sarà possibile senza cambiare nella sostanza il contenuto della legge, ma modificando eventualmente qualcosa per rendere univoca l'interpretazione». I punti su cui Roma ha deciso di impugnare la legge sul friulano sono cinque. Riguardano il silenzio-assenso a scuola, le ore di lezione di friulano, gli uffici bilingui, la traduzione immediata e i toponimi. Su quest'ultimo "appunto", Illy ha ricordato che «il nome in friulano non contrasta col principio secondo cui l'italiano è la lingua ufficiale» ricordando l'esempio dell'Alto Adige/Sudtirol. Sull'apprendimento scolastico del friulano Illy ha precisato che con la legge regionale «non è violata l'autonomia della scuola in quanto non può essere assoluta (vedi art. 5 della legge 482) e le Regioni hanno ora potestà concorrente in materia di istruzione».

Il governatore del Friuli ha dichiarato ieri che «il consiglio regionale potrebbe riunirsi il 6 marzo per discutere quei punti della legge sul friulano oggetto dell'impugnazione da parte del Governo».

La possibilità della convocazione di un consiglio "straordinario" è stata verificata dal presidente Alessandro Tesini, per il quale sussistono le condizioni per la convocazione, «qualora intervenga una definizione concordata tra la Regione e il Governo, esclusivamente in merito ai punti contestati e con il vincolo a modificare la legge solo in tal senso». Nell'ipotesi di un accordo Governo-Regione, «al fine di evitare una dannosa incertezza nella applicazione della legge - secondo Tesini - sarebbe non solo possibile, ma doveroso convocare il parlamento regionale», che è stato sciolto lo scorso 12 febbraio in seguito alle dimissioni del presidente Illy ed è ora attivo per la sola ordinaria amministrazione.

(tratto da http://gazzettino.quinordest.it )

postato da: lingue.dialetti alle ore 19:41 | link | commenti
categorie: cultura, politica, globalizzazione, dialetto, lingua, dialetti

KURDISTAN / Il Consiglio d'Europa verifica il rispetto delle minoranze nello Stato turco

di Gabriella Mira Marq

STRASBURGO, 26 febbraio 2008 - Il Consiglio d'Europa non demorde sulla situazione delle autonomie locali in Turchia, chiedendo ad Ankara il rispetto della Carta europea per l'autonomia locale negli Stati membri. A tal fine una delegazione europea e' in visita ufficiale in Turchia dal 25 al 27 febbraio.

Va tenuto conto che per la Turchia, rispetto delle autonomie locali significa anche rispetto delle minoranze, dato che diversi enti locali riguardano comunita' di etnia curda e che le ingerenza governative rappresentano una forma di pressione sui Curdi. Gia' nella sessione autunnale della Camera degli enti locali del Consiglio d'Europa i delegati avevano chiesto una maggiore democrazia e spazio per le minoranze in Turchia. In quella occasione, l'ex sindaco di Sur, Abdullah Demirbas, e il sindaco di Diyarbakir, Osman Baydemir, descrissero la pressione politica e la persecuzione giudiziaria a cui sindaci e consigli comunali della regione sono stati sottoposti da parte delle autorita', a motivo principalmente dell'uso della lingua curda negli affari pubblici.

Secondo una relazione presentata allora all'assemblea, l'attuale legge turca, "sia negli aspetti sostanziali che procedurali e' cosi' viziata da essere insostenibile. C'è una rigida distinzione tra lingue 'internazionale' ed 'etnica'; vi e' confusione su che cosa costituisca un abuso di potere 'politico' da parte delle autorita' pubbliche; vi e' incertezza circa la distinzione tra le cose fatte per autorita' di un funzionario pubblico e quelle fatte per prassi amministrativa; vi e' incertezza, evidenziata proprio dal caso di Sur, circa la procedura di garanzia per il sindaco e i consiglieri giuridici, quando vengono adottate misure contro di loro" e, soprattutto, "il modo apparentemente arbitrario con cui il diritto pu' essere fatto valere ed usare in casi diversi di violazione della legge".

Nella sua raccomandazione al comitato dei ministri, la Camera delle autorita' locali aveva chiesto che le autorita' di Ankara permettessero ai consigli comunali di utilizzare le lingue diverse da quella turca in materia di fornitura di servizi pubblici, riformassero la legge sui Comuni per consentire sindaci e consigli comunali di prendere decisioni "politiche" senza timore di un procedimento contro di loro, firmassero e ratificassero la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali e la Carta europea per le lingue regionali o di minoranza.

Scopo della visita odierna e' quindi proprio verificare se gli impegni presi sottoscrivendo la Carta europea e le raccomandazioni siano stati seguiti e ci siano stati miglioramenti nella situazione locale. I relatori incontreranno fra gli altri i rappresentanti dell'Unione dei Comuni turchi e la delegazione turca del Congresso, sindaci ed altre autorita' locali e nazionali turche.

tratto da www.osservatoriosullalegalita.org

 

PROVENZALI ALPINI - WALSER / Coumboscuro, due comunità si incontrano. Relazione del professor Sergio Maria Gilardino

Incontro - dibattito: Alpi: vivere lingue e comunità

Due comunità linguistiche delle Alpi a confronto. La montagna piemontese può avere nuova espressione grazie a lingue e culture antiche

Relatore della giornata Sergio Maria Gilardino professore in lingue e letteratura germaniche (Un. Bocconi), dott. Lingue e letteratura Romanza (Un. di Hardvard), Docente in lingue e letteratura comparata al MCGIL Un. Di Montreal e Curatore del "Dizionario della lingua Walser".

Due i momenti previsti: "Il caso del dizionario Walser di Alagna val Sesia"

E "L’avventura de l’Escolo de Coumboscuro" 50 anni di vita della scuola provenzale.

"L’incontro con la realtà di Coumboscuro - dichiara il prof. Gilardino - mi ha subito motivato a collaborare con la locale scuola sperimentale, che integra il curriculum statale con un insegnamento di materie che completano con grande efficacia la formazione dei ragazzi. Per conto mio collaboro sui progetti che riguardano la lingua e la cultura provenzale". In seguito a queste esperienze il ricercatore ha promosso l’incontro delle due comunità: quella walser del Nord Piemonte e quella provenzale di Coumboscuro.

La motivazione principale: portare l’innovativa esperienza fatta presso i walser nelle valli di Cuneo.

Tutto iniziò quando nel 2000 un docente canadese, esperto in lingue minoritarie rispose all’appello di una piccola comunità walser di lingua tedesca: chiedevano di essere aiutati a documentare la propria lingua germanica, prima che si estinguesse. Sergio Maria Gilardino docente all’Università Mc. Gill di Montreal applicò tecniche induttive e sinonimiche, all’informazioni linguistiche fornite dai locutori di Alagna Valsesia e adattò allo stesso tempo il ricco patrimonio di termini ancestrali all’esigenze dei tempi moderni, con un ambizioso programma di neologia e di ammodernamento del linguaggio.

Nacque accanto al lessico anche un dovizioso corredo enciclopedico che illustra e descrive le tradizioni, le peculiarità, i costumi e le caratteristiche di questa preziosa civiltà.

A distanza di otto anni il dizionario è completato e sarà presentato in anteprima a Sancto Lucio sabato 1 marzo. In questa importante occasione sarà presente la comunità walser di Alagna che passerà il testimone alle genti delle valli di Cuneo. "Il modello dei walser - dice ancora Gilardino - potrà esser applicato per la lingua provenzale poiché conferma il valore delle lingue ancestrali nel difficile iter identitario delle moderne società. Mi piacerebbe veramente ripetere l’esperienza del dizionario walser in ambito alpino provenzale".

Le parole de professore a Coumboscuro sono state prese sul serio e i ragazzi de "L’Escolo de Sancto Lucio - la scuola in provenzale" ne saranno i giovani testimoni, poiché presenteranno parte dei lavori fatti durante questa straordinaria "avventura" didattica, che dura da oltre cinquant’anni. In questa scuola, infatti, sulla scia dell’intuizione premonitrice di Sergio Arneodo, l’insegnamento tradizionale viene integrato con lo studio e la creazione nella lingua provenzale. Oggi la scuola conta collaborazioni con numerosi personaggi e studiosi che portano in classe competenze di alto livello applicate a materie letterarie, musicali, artistiche, tecniche… con momenti di scambio con numerose scuole dell’arco alpino italiano, svizzero e francese.

La singolarità dell’incontro ha già suscitato interesse da parte di personalità della cultura, rappresentanti delle Istituzioni e gente delle valli alpine, che amano e parlano tuttora la lingua del proprio paese. Da parte delle Istituzioni hanno assicurato la loro presenza, tra gli altri, Bruna Sibille assessore alla Montagna della Regione Piemonte e  Mino Taricco, assessore all' Agricoltura Regione Piemonte.

L’incontro è aperto a tutti.

postato da: lingue.dialetti alle ore 14:27 | link | commenti
categorie: cultura, politica, globalizzazione, dialetto, lingua, dialetti
giovedì, 21 febbraio 2008

21 FEBBRAIO, GIORNATA INTERNAZIONALE UNESCO DELLA LINGUA MADRE

Il 2008 è stato dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “anno internazionale delle lingue”. A coordinare le attività dell'Onu in questa materia è l’Unesco, che ha stabilito come il 21 febbraio sia la “Giornata mondiale della lingua materna”. Riportiamo, dal sito http://www.clubunescogenova.it/, alcume considerazioni di Vera Felolo che ci possono aiutare a riflettere sull'importanza fondamentale della cultura e della lingua nel quadro dei diritti inalienabili dell'uomo e dei popoli alle loro identità.

Perché educazione ai diritti umani?
I diritti umani sono l’espressione sul piano giuridico della dignità della persona umana e dei suoi bisogni vitali. Essi sono riconoscimento giuridico in una norma giuridica scritta, passibile di essere fatta valere, azionabile ius positum dentro ai singoli stati e a livello internazionale affinché operi erga omnes l’obbligo di rispettare i diritti fondamentali dell’essere umano. Ma affinché si compia la rivoluzione umanocentrica in seno al sistema giuridico e politico nazionale e delle relazioni internazionali la norma da sola è del tutto insufficiente. Occorre l’educazione all’humana dignitas servanda est, l’educazione ai diritti umani. Occorre la trasmissione, scolastica ed extra-scolastica per ogni fascia d’età di puntuali dati cognitivi circa la dimensione della condizione umana e i valori recepiti dalla legge internazionale, tenendo ben presente che educare non significa inculcare nozioni. Educare ai diritti umani vuol dire aiutare ad interiorizzare i valori affinché tali valori motivino all’azione nella società.


La lingua madre: il diritto all’identità culturale.
In un sistema che pone al proprio centro la persona umana riconoscendo come proprio fondamento i suoi diritti innati, un peso fondamentale ha la lingua madre. Potremmo definire la lingua madre come la lingua che la persona sceglie e predilige per esprimere se stesso e per esplicitare con se stesso le proprie emozioni, la lingua scelta per rapportarsi con coloro che appartengono al proprio gruppo culturale di origine. La lingua madre, dunque, ci porta al tema dell’identità culturale e, più precisamente, al diritto all’identità culturale. Ciò vuol dire che chiunque, da solo o in unione con altri, può scegliere liberamente la propria identità culturale nei suoi vari aspetti: tra questi accanto a religione, patrimonio artistico, tradizioni e altri, assume rilievo proprio la lingua. Le circa seimila lingue esistenti oggi sul nostro pianeta sono tutte creazioni del genio umano, ognuna di esse è espressione di una peculiare visione del mondo, tutte insieme costituiscono un coerente sistema di valori e di significati e rispecchiano fedelmente le diversità culturali dell’umanità.


La tutela della lingua madre: diritto internazionale.
Il diritto all’identità culturale nella sua espressione di scelta della lingua è presente in molti strumenti internazionali sui diritti umani.
Carta delle Nazioni Unite, Preambolo. Nelle finalità dell’ONU rientra la riaffermazione della fede nei diritti fondamentali dell’uomo, e dunque anche nel diritto all’identità culturale, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne. La tutela della lingua madre è dunque riconosciuta implicitamente.
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Preambolo; Articolo 2 comma 1. La protezione attraverso norme giuridiche dei diritti umani, e dunque del diritto all’identità culturale, è definita dal preambolo della Dichiarazione come indispensabile se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione. L’Articolo 2 comma 2 sancisce che i diritti umani spettano ad ogni individuo senza distinzione, tra gli altri, di lingua.
Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia. Articolo 29 comma 1 c). L’educazione del fanciullo deve tendere a inculcare al fanciullo il rispetto dei genitori, della sua identità, della sua lingua e dei suoi valori culturali. Articolo 29 comma 1 lettera b). L’educazione deve tendere, altresì, ad inculcare nel fanciullo il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, e dei principi enunciati nello Statuto delle Nazioni Unite.
Quello dell’educazione scolastica è un tema di primaria importanza per l’UNESO che è l’Organizzazione delle Nazione Unite per l’Educazione, la Scienza, la Culturae la Comunicazione. E’ essenziale che l’uso della lingua madre sia incoraggiato nei sistemi scolastici fin dall’infanzia. Studi recenti mostrano chiaramente cme l’insegnamento della lingua madre insieme alla lingua nazionale ufficiale permette ai bambini di ottenere migliori risultati scolastici e stimola il loro sviluppo conoscitivo e la loro abilità nello studio.


La tutela della lingua madre: la Costituzione della Repubblica Italiana. Principi Fondamentali. La Costituzione Italiana tutela la lingua madre nei Principi Fondamentali, cioè in quei principi e linee guida a cui si devono uniformare l’ordinamento giuridico, politico e sociale dell’Italia. Articolo 3 comma 1. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione, tra gli altri, di lingua. La lingua, dunque, non può essere pretesto per discriminazioni di sorta. Articolo 6. La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Tale articolo ci riporta alla tutela, tra le altre, delle minoranze linguistiche nelle regioni autonome di Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.


Patrimonio Culturale Intangibile e Lingua Madre.
Patrimonio culturale dell’umanità non è, per l’UNESCO, solamente quello naturale o monumentale. Accanto al patrimonio visibile ne esiste uno per così dire invisibile, legato a quello visibile e in un certo qual modo suo presupposto: è il Patrimonio Culturale Intangibile, costituito da usi, costumi tradizioni culturali e, appunto, dalla lingua di un popolo. La Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Intangibile fa esplicito riferimento alle lingue quali veicolo dell’eredità culturale intangibile. Tale Convenzione vuole contribuire alla salvaguardia della diversità linguistica, questione urgente in considerazione della velocità con cui le lingue stanno sparendo, in media due lingue al mese. Si pensi in particolare alle popolazioni indigene, per le quali la difesa della lingua madre è cruciale per la salvaguardia della loro identità ed eredità culturale.

Lingua madre e villaggio globale.
In un mondo sempre più interdipendente, nel quale si fa fatica a riconoscere e mantenere identità e sicurezze personali e di gruppo, ma in cui si sono tuttavia dilatati gli orizzonti della promozione umana e innescate numerose linee di tendenza al positivo, l’insegnamento e la tutela delle lingue assume due valenze fondamentali. Occorre essere in grado di comunicare a livello globale attraverso lo studio e l’utilizzo delle lingue maggiormente utilizzate a livello internazionale. Occorre però anche saper conservare per ogni individuo la possibilità di parlare la propria lingua madre come peculiare forma di espressione durante la vita.

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mercoledì, 20 febbraio 2008

SARDEGNA / Sassari: domani, giovedì 21, convegno sull'"anno della Lingua materna" proclamato dall'Unesco

SASSARI, 20 febbraio 2008 - Domani, giovedì 21 Febbraio, alle ore 17,30, nei locali della sala convegni della Biblioteca Comunale di Sassari, in Piazza Tola, è in programma il convegno “Die internazionale de sa limba materna-Limbas e informatzione: àmbitos de impreu e risorsas linguìsticas”. Il 2008 è stato dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “anno internazionale delle lingue” e ne ha affidato il coordinamento all’Unesco, che ha eletto questa come la “Giornata mondiale della lingua materna”. In tutte le parti del mondo, i governi, le organizzazioni internazionali, le organizzazioni sociali e culturali, le istituzioni educative, le associazioni professionali e tutte le altre componenti sociali interessate sono chiamati ad attivarsi e ad agire concretamente per la salvaguardia di un immenso “Patrimonio Immateriale” che rischia di perdersi con il conseguente grave impoverimento della ricchezza culturale dell’umanità. La “lingua materna” è il primo strumento di pensiero e di comunicazione di un popolo, di una comunità e per questo, ne rappresenta il riconoscimento, l’identità e la dimensione fondamentale collettiva e individuale. Si stima che più del 50percento dei circa seimilasettecento idiomi conosciuti e parlati nel mondo, secondo i dati presentanti dall’Unesco, siano, nel lungo periodo, a rischio estinzione. Le principali cause sono da ricercare nell'assenza dell’uso della “lingua materna” nei luoghi di governo dei Paesi e delle comunità, nella scuola, nei mezzi di informazione e di comunicazione, ma anche nella valutazione sociale e dimensione culturale in cui si confina l’idioma “materno”. Qualcosa è stata intrapresa per questa battaglia di salvaguardia e valorizzazione della lingua materna; tra le azioni di riferimento vi è la “Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie” e la “Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale” del 2003, in campo nazionale italiano la legge 482 del 1999 ed in Sardegna la legge regionale 26 del 1997: ma tutto questo non basta se non vi è un’ampia e condivisa consapevolezza dell’urgenza e dell’importanza del mantenimento e consolidamento dell’immenso patrimonio linguistico dell’umanità, soprattutto quando si tratta di “minoranze linguistiche” a rischio di estinzione e di sopraffazione da parte delle cosiddette “lingue ufficiali nazionali”. L’iniziativa in programma domani a Sassari, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio Provinciale, è stato organizzato dai periodici “Ventirighe” e “Su Curreu de s’Unesco”, e dalle associazioni “AC Meridiano 0” e “Lelinami” con il “Club Unesco” di Sassari, e vuole essere una tessera del più ampio mosaico di azioni e contributi che, nel mondo, sarà costruito per la salvaguardia delle diverse e preziose identità dei Popoli. Il programma dei lavori prevede gli interventi di Gian Mario Salis, presidente del “Club Unesco” di Sassari, di William Cisilino, direttore dell'Ufficio della Lingua Friulana di Udine e Diego Corraine, direttore dell'Ufficio della Lingua Sarda dell’Ogliastra. Il dibattito sarà moderato da Alba Canu, consigliere della Provincia di Sassari.

(tratto da www.alguer.it )

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