FOLIGNO (Pg), 31 gennaio 2008 - L'Accademia 'Lu Tribbiu' è stata presentata stamane in un'affollata conferenza stampa alla Sala del Camino di Palazzo Deli. L'associazione storico-culturale si prefigge lo scopo di conservare, tutelare, valorizzare, tramandare e diffondere il dialetto folignate. Un'associazione unica a livello regionale e che conta poche consorelle nell'intero panorama nazionale. "Volendo utilizzare una battuta per rendere al meglio l'idea - ha esordito la presidente Anna Daniele - saremo per la nostra lingua locale, quello che è l'Accademia della Crusca per la lingua italiana". Il nuovo organismo raggruppa i poeti dialettali del territorio, nonché appassionati di storia locale, ricercatori ed esperti del settore. "Con l'Accademia Lu Tribbiu infatti - ha spiegato Anna Daniele - non ci limiteremo soltanto alla riscoperta del dialetto, ma ci impegneremo anche per il recupero della memoria storica del territorio folignate, ricordando i personaggi, i modi di dire, le espressioni, gli aneddoti così come le canzoni e le filastrocche". L'associazione raccoglie documenti, materiale fotografico, racconti e testimonianze di esperti, appassionati e semplici cittadini. "Lu Tribbiu" lavora ad un ambizioso e innovativo progetto: insegnare il dialetto nelle scuole elementari, tramandarlo alle nuove generazioni. Sembra che ci sia la disponibilità a collaborare anche da parte dell'Amministrazione Comunale sin dal prossimo anno. I soci presenti hanno sottolineato che "in fondo il dialetto è la lingua del cuore, del sentimento e dell'amore per la propria città" e spiegato che "la scelta del nome Tribbiu, termine dialettale del Trivio (attuale Largo Carducci) vuole indicare il punto di incontro tra più persone intorno al cuore cittadino ma anche, riprendendo un'antica definizione medievale, l'insieme delle tre arti liberali: grammatica, dialettica e retorica". Parole di elogio sono state espresse dal Sindaco Manlio Marini, ormai considerato dagli accademici come loro padrino, avendo tenuto a "battesimo" il progetto sin dai primi passi. "Saluto con interesse e con vero piacere questa iniziativa - ha detto il primo cittadino - si tratta di una grande intuizione, che ci permetterà di recuperare al meglio le nostre radici, la nostra storia e le nostre tradizioni. Anche perché non dobbiamo più vergognarci di parlare in dialetto, è la nostra lingua e dobbiamo esserne orgogliosi".
(tratto da www.tuttoggi.info )
Ancora una più che lodevole iniziativa per dare struttura, base culturale ed anche istituzionale alla ricerca di rilancio di un'identità linguistica locale. Un po' ovunque i "cenacoli", magari votati al "dialetto" come mero retaggio del passato lasciano il posto a nuove associazioni che interpretano il patrimonio linguistico locale come veicolo di identità presente e futura del territorio, da insegnare nelle scuole e da passare alle nuove generazioni. Ancora una volta, una lingua locale vuole guardare anche avanti e non più soltanto indietro. I migliori auguri per l'iniziativa, e un applauso sostenuto alle parole del sindaco: "non dobbiamo più vergognarci di parlare in dialetto, è la nostra lingua e dobbiamo esserne orgogliosi". Un insegnamento che dovrebbe valere per tutti, in tutte le parti del mondo dove ancora viene insegnata, instillata subdolamente o declamata la "vergogna" per la lingua locale. La vergogna, ricordiamolo, è uno strumento di oppressione di un popolo se possibile ancora più vigliacco della "semplice" repressione fisica. (gmp)
Ogni elaborato scritto esclusivamente in lingua piemontese andrà inviato a Circolo Culturale "Langa Astigiana", via G. Penna 1, 14051 Loazzolo (Asti) entro il 31 marzo 2008 (farà fede il timbro postale), in 5 copie rigorosamente anonime, contrassegnate da uno pseudonimo. A tal proposito si invitano gli autori, che hanno già partecipato alle scorse edizioni, a firmarsi con uno pseudonimo mai usato, infatti intendiamo pubblicare un'antologia che raccolga le migliori opere inviate nei precedenti cinque anni di concorso e desideriamo, oltre al nome degli autori, inserire anche lo pseudonimo che hanno utilizzato per presentare il proprio lavoro.
I concorrenti, inoltre, dovranno allegare ai loro lavori una scheda recante nome e cognome, indirizzo e numero telefonico. La scheda dovrà essere chiusa in una busta con indicato all'esterno lo pseudonimo scelto per contrassegnare il proprio elaborato. Tutte le opere pervenute saranno selezionate da una giuria formata da esperti di lingua piemontese e resa nota solo il giorno della premiazione.
La giuria si riserva di non accettare scritti con grafia incomprensibile o recanti segni che potrebbero portare all'identificazione dell'autore stesso. La giuria esprimerà un giudizio insindacabile che porterà alla premiazione di un vincitore per ognuna delle sezioni. Le opere non verranno restituite e saranno pubblicate sul mensile Langa Astigiana e su una possibile raccolta di tutti i lavori più meritevoli. Ad ogni autore sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Ad ogni vincitore sarà consegnato il seguente premio: Sezione A, 200 euro; Sezione B, 200 euro; Sezione C, 200 euro; Sezione D, 300 euro e la possibilità di rappresentare l'opera durante la 6ª edizione della rassegna teatrale organizzata dal Circolo Culturale Langa Astigiana Tucc a Teatro" 2008/2009, organizzata dal Circolo nel teatro comunale di Monastero Bormida.
La premiazione si svolgerà durante la manifestazione "E s'as trovejsso an Langa?", 7ª "Festa della Lingua Piemontese" nella Comunità Montana "Langa Astigiana-Val Bormida" che si terrà domenica 8 giugno, presso la sede operativa del Circolo, in Loazzolo, via G. Penna 1.
La partecipazione comporta l'accettazione del presente bando.
I dati anagrafici personali forniti dai partecipanti al nostro Circolo Culturale sono esclusivamente finalizzati al regolare svolgimento del concorso letterario e non verranno divulgati.
Per eventuali informazioni contattare il Circolo Culturale "Langa Astigiana", via G. Penna 1, 14050 Loazzolo (tel. e fax 0144 87185; e-mail: circoloculturalelangaastigiana@virgilio.it).
(tratto da www.lancora.com )
CATANIA - "Questo è il secondo passo verso la valorizzazione di un teatro sottovalutato o, addirittura, emarginato. Dobbiamo agire insieme per dare la giusta dignità al nostro teatro amatoriale, ingiustamente considerato "minore". Queste sono le parole con cui Raffaele Lombardo, presidente della Provincia di Catania, ha introdotto la conferenza sulla II Rassegna teatrale in lingua siciliana tenuta al centro direzionale Nuovaluce lo scorso martedì 22 gennaio. L'evento prevede una serie di rappresentazioni, iniziate lunedì scorso 28 gennaio, messe in scena da varie associazioni di tutta la provincia catanese che mirano a "riprendere quelle che sono le nostre tradizioni - come evidenzia durante il suo intervento Giuseppe Mazzone, giornalista e autore teatrale, parlando anche a nome degli altri artisti - e a ritrovare la nostra maschera". Alla conferenza è intervenuta Serafina Perra, assessore alle Politiche culturali, che si è battuta per "dare vita a questo progetto che nasce, innanzitutto, dalla voglia di dar voce anche ai non professionisti che fanno teatro con il cuore e dimostrando estrema competenza". La Provincia si sta impegnando per rendere questa rassegna annuale anche nel futuro. Alla conferenza hanno partecipato le associazioni teatrali coinvolte nella rassegna dando qualche "pillola" delle loro rappresentazioni che sono adatte a qualsiasi fascia di età, sono infatti previsti i testi classici del repertorio in lingua siciliana e spettacoli per bambini. La manifestazione proseguirà fino al 19 febbraio nell'Auditorium del centro "Le Ciminiere" di Catania, ad esclusione dei Venerdì di Quaresima e dei giorni 3-4-5 febbraio, in coincidenza dei festeggiamenti della patrona di Catania, S. Agata. Gli spettacoli avranno inizio alle 20.30 e l'ingresso sarà gratuito.
CAMPOBASSO, 28 gennaio 2008 - Venerdì 1 Febbraio, alle ore 17,30, presso la Sala Conferenze della Biblioteca dell'Università degli Studi del Molise, in Viale Manzoni, a Campobasso, si terrà la presentazione del volume “Vale chiù nu sfizie ca ciènte ducate” di Vittorio Mancini, edito da “il Bene Comune”. Interverranno: Giovanni Cannata, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi del Molise, Giuseppe Ruotolo, Presidente Accademia Italiana di Studi Numismatici. Conduce Gianni Spallone, Docente dell'Università di Cassino. Sarà presente l'autore.
Il volume illustra i risultati di una minuziosa ricerca finalizzata a reperire “lemmi numismatici”, proverbi e modi dire del dialetto molisano aventi attinenza con il denaro. Appassionato di monete fin da bambino Vittorio Mancini ha classificato i detti molisani sul denaro in quattro emblematiche categorie:
- Potenza, pregi e difetti del denaro;
- Lezioni di vita, sentenze o massime;
- Modi di dire popolari, pregiudizi, maldicenze;
- Altri detti.
(tratto da www.www.altromolise.it )
Giovedì 31/01/2008 LA GIUBIANA - Rito propiziatorio invernale
Prucess in dialett e falò de la Giubiana
RIsott con la luganiga e vin brulè (a pagamento)
RItrovo ore 20.00 Centro storico - Piazza Chiesa - Villa Meda
Org.: Cumpagnia di nost
Info.: Corti A. 031/683310
Tratto da:
http://www.comune.canzo.co.it/Calendario-Eventi-it.htm?evento=373
(segnalato da Brugh)
Potete collegarvi seguendo questo link:
e cliccando su "Ascola la radio".
Buon Ascolto!
gmp
risposta postata anche qui:
http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=207410&tabella=TOTDocs
CATANIA, 10 gennaio 2008 - Promuovere e diffondere la conoscenza della cultura siciliana, delle nostre tradizioni tra i bambini e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado (una volta elementari e medie) per salvaguardare e valorizzare le radici e l’identità dell’Isola e creare una forte unione con le generazioni più anziane. Questi gli obiettivi principali della nuova sezione didattica "Cultura e Tradizioni Siciliane", inserita quest’anno per la prima volta nelle scuole catanesi, su iniziativa dell’assessore alla Pubblica Istruzione e vicesindaco Giuseppe Arena.
E’ stato l'Ufficio Attività Parascolastiche della Direzione Pubblica Istruzione diretto da Silvana Contino su disposizioni del vicesindaco Arena e con la stretta collaborazione delle scuole, ad elaborare il piano della nuova sezione che si aggiunge così alle altre già attive e cioè quella teatrale, la storico-monumentale e la sportiva. L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro nella Sala "Turi Ferro" della Scuola "Cavour", al quale hanno partecipato, oltre all’assessore alla Pubblica Istruzione Giuseppe Arena, il vicepresidente de Teatro Stabile e preside della “Cavour” Santo Ligresti, il direttore artistico dello stesso teatro Giuseppe Di Pasquale, l’esperto di cultura siciliana Salvatore Camilleri e il direttore della scuola di arte drammatica “Umberto Spadaro”, Ezio Donato.
NAPOLI, 17 gennaio 2008 - Forse non tutti sanno che una parola terribile ma molto comune nel lessico partenopeo, e non solo, ovvero “camorra”, ha origini spagnole. E con lei tante altre locuzioni, come “guappo”, l’uso corrente del “voi” o il siculo “baciamo le mani”. Tutte frutto delle contaminazioni tra lingue mediterranee, come il dialetto napoletano e lo spagnolo, originate dalle dominazioni che si sono susseguite nei secoli. Se n’è parlato a Napoli, presso l’istituto Cervantes, nel corso di un convegno sul tema “Ispanismi nel dialetto napoletano. Motivi di una scelta”. All’incontro hanno preso parte professori universitari ed esponenti delle istituzioni, tra i quali Salvatore Ronghi e i professori Renato De Falco, Luisa Bossa, Francesco D’Episcopo, Luigi Rispoli e Sergio Zazzera.
L’incontro, organizzato dal professor Umberto Francese e che ha inaugurato l’attività 2008 dell’Istituto, è stato un percorso nella lingua della città, la ricerca dei sedimenti e delle tracce depositate dal passaggio della cultura spagnola nel capoluogo campano. Un momento di riflessione, dunque, tra i profondi ed inestricabili legami tra la civiltà spagnola e quella partenopea, come sottolineato da Carlo Iandolo, autore di un interessante dizionario della lingua napoletana.
Renato De Falco, esperto di lingue e profondo conoscitore di quella partenopea, ha regalato uno spaccato di influenze lessicali attraverso i vocaboli più comuni.
Pier Paolo Petino
(tratto da agenzia www.videocomunicazioni.com )
FANO, 17 gennaio 2008 - Al Politeama si ride con Cianfrusaglia, la rassegna di teatro dialettale fanese organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano in collaborazione con le compagnie El Brudett, GAF, I Cumediant, Il Guitto, La Gluppa Esso O., Teatro La Bugia.
“Il dialetto – dice il sindaco e assessore alla Cultura Stefano Aguzzi nella presentazione di questa edizione - è il nostro DNA, consente di recuperare la saggezza, l’arguzia, il buon senso e forse aiuta a conoscere meglio i problemi, le ansie, gli ideali e le speranze di questa nostra città. Anche in questo senso va intesa la riproposizione da parte dell’Amministrazione Comunale del Premio teatrale intitolato a Giulio Grimaldi.”
La novità di quest’anno è che le compagnie in scena passano da cinque a sei, così come gli spettacoli proposti, alcuni con tre, altri con due repliche per un totale di ventidue giorni di rappresentazione.
Dal 21 gennaio al 10 maggio si susseguiranno sul palcoscenico del teatro Politeama, tradizionale ribalta vernacolare, le compagnie partecipanti alla rassegna, sei gruppi nati tra il 1978 e il 2002 che porteranno sul palco del Politeama il talento, l’impegno e, soprattutto, la passione di un nutrito gruppo di “non addetti ai lavori” impegnati nella creazione della magia del teatro. Un’occasione che premia la continuità del lavoro e la cura appassionata di tanti tra autori, registi, attori e tecnici amatoriali che si dedicano da anni alla valorizzazione del dialetto fanese.
Prima ad andare in scena la compagnia GAF, dal 21 al 24 gennaio, che presenta “La chiamarin Fortuna”, scritta e diretta da Lucio e Fabrizio Signoretti. Dal 4 al 7 febbraio è la volta di Il Guitto che porta in scena “Un Natal blin blin”, scritta da Stefano Guidi e diretta da Marco Florio, seguita, dal 25 al 28 sempre di febbraio, da “El prufum dla nobiltà”, commedia in due atti di Ermanno Simoncelli. Dal 7 al 9 aprile è il turno del Teatro La Bugia che presenta la scrittura collettiva “La Forsa dle don” diretta da Maria Flora Giammarioli, mentre dal 21 al 23 La Gluppa Esse O. presenta “L’ov o la galina” di Paola Magi, diretta da Simone Orciani. Chiude la rassegna “Ji, en ce so!” di Rino Magnini con la regia di Simone Diotallevi interpretata dalla compagnia El Brudett, in scena dal 7 al 10 maggio.
Redazione Fanoinforma.it
(tratto da www.fanoinforma.it )
Significative le parole dell'assessore Aguzzi, così come il suo impegno. "Il dialetto - avesse usato "lingua locale" avrebbe fatto un altro enorme passo in avanti...- è il nostro Dna"... Proprio vero. La lingua locale rappresenta da sempre, e a qualunque latitudine o longitudine, l'identità più forte ed imprescindibile di una comunità. Cancelli quella, cancelli e perdi per sempre la comunità stessa. Ancora una volta tornano le grandissime parole di Ignazio Buttitta. (gmp)